martedì, 3 Novembre 2026
Schillaci, aziende farmaceutiche producono ricerca, conoscenza e innovazione

“Un’impresa della salute quando fa bene il suo mestiere non fa crescere solo l’economia, ma mette nelle mani dei medici una terapia che prima non c’era, restituisce a una famiglia una possibilità che sembrava perduta: l’interesse di un’azienda si incontra quindi con l’interesse pubblico. Per questo un’azienda che opera nella salute non produce solo un prodotto, produce ricerca, conoscenza, innovazione. Ed è poi importante che l’innovazione, una volta nata, raggiunga chi ne ha bisogno ovunque viva e qualunque sia il suo reddito”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo a Latina all’evento per i 50 anni in Italia di Johnson&Johnson.
“Aziende come questa contribuiscono in maniera significativa con nuovi farmaci e nuovi device”, ha aggiunto Schillaci, sottolineando come nel 2025 “la provincia di Latina sia stata la seconda provincia d’Italia del comparto farmaceutico e, nel Lazio, ormai metà di ciò che la regione vende all’estero porta la firma dell’industria della salute”. “Sono dati – ha sottolineato il ministro – che raccontano una vocazione reale, non una semplice promessa e lo stabilimento che ci ospita ne è la prova più semplice. Da qui infatti escono ogni anno oltre 4 miliardi di compresse, la quasi totalità delle quali prende la strada per l’estero, verso più di 100 Paesi. Questo vuol dire concretamente essere una delle realtà esportatrici più forti dell’Italia, non una riga di una classifica ma una catena di competenze e di responsabilità che da qui comincia”.
“Dietro ogni numero – ha detto Schillaci – ci sono le persone, ci sono ragazze e ragazzi che qui trovano un motivo per restare invece di andar via. E c’è, in fondo alla catena, la ragione per cui tutto questo riguarda il ministro della Salute: il paziente”.
Per favorire il comparto farmaceutico “ci vogliono regole chiare, tempi certi e una programmazione che guardi oltre il singolo bilancio”, ha aggiunto il ministro. “Bisogna inoltre – ha concluso – smettere di leggere la salute solo come una voce di spesa da contenere e cominciare a leggerla per quello che veramente rappresenta, ossia uno degli investimenti più lungimiranti che una nazione può fare su se stessa”.
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