venerdì, 23 Ottobre 2026
Tumori, in Italia servono 15 mesi per accedere a nuove terapie

Ogni minuto, in Europa si registrano 5 nuovi casi di cancro, pari a 2,7 milioni l’anno.
Ma, grazie ai progressi della ricerca, negli ultimi 6 anni si sono ulteriormente ridotti i decessi, sono calati i costi legati alla perdita di produttività ed il nostro Paese è secondo, dopo la Germania, per numero di farmaci resi disponibili dopo l’approvazione europea. Restano però ostacoli burocratici e amministrativi. La conseguenza è che In Italia servono ancora 15 mesi per accedere concretamente alle nuove terapie, e la clausola Mfn (Most favoured nation) dell’amministrazione americana rischia di dilazionare ulteriormente i tempi.
L’appello per velocizzare l’accesso alle terapie viene dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), nella conferenza stampa ufficiale della società scientifica al Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo), che si apre oggi a Madrid.
Grazie alle campagne di prevenzione e a cure sempre più efficaci, dal 1988 a oggi sono stati evitati in Europa circa 7,3 milioni di decessi oncologici. Nel 2026 sono stimate circa 1.230.000 morti per tumore, con una diminuzione del 7,8% per gli uomini e del 5,9% per le donne rispetto al periodo 2020-2022. Il carcinoma polmonare nei maschi fa registrare la diminuzione più consistente (-22,5%). L’innovazione non si traduce però solo in vite salvate, ma anche nella possibilità di reinserimento nel tessuto sociale e produttivo. In Europa infatti, i costi indiretti, legati soprattutto alla perdita di produttività, sono diminuiti del 16% in 30 anni, da 97 miliardi di euro nel 1995 a 82 nel 2023. Restano però criticità nell’accesso alle terapie innovative. Nel Vecchio Continente, infatti, in media viene reso disponibile solo il 51% dei nuovi farmaci approvati dall’ente regolatorio europeo (Ema) e servono 655 giorni per accedervi (nel 2025).
Il nostro Paese presenta dati migliori, anche se i tempi sono ancora troppo lunghi. L’Italia, infatti, garantisce l’accesso all’89% dei farmaci anticancro approvati da Ema (seconda in Europa dopo la Germania con il 91%). Tuttavia, devono trascorrere 470 giorni, cioè circa 15 mesi, per avere i nuovi farmaci al letto del paziente. Il punto, rileva il presidente Aiom Massimo Di Maio, è che in Italia “restano ancora criticità legate alle procedure burocratiche perché, dopo l’approvazione della rimborsabilità da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco, in alcune Regioni è necessario attendere l’inserimento nei Prontuari Terapeutici Regionali. E ulteriori ritardi possono essere causati dalle gare regionali e dalla necessità di inclusione anche nei Prontuari Terapeutici Ospedalieri. Va invece prevista l’immediata disponibilità dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale”. Resta il nodo dei costi: “In 10 anni (2014 – 2023), in Europa, la spesa per i farmaci anticancro è aumentata da 24,9 a 64,3 miliardi di euro – afferma il presidente eletto Esmo Giuseppe Curigliano -. Le sole immunoterapie rappresentano oggi il 29% delle uscite. Questi cambiamenti riflettono il crescente impatto dell’oncologia di precisione, che permette di selezionare la cura adatta per il singolo paziente”. Le potenzialità dell’Italia sono comunque notevoli secondo gli esperti: “Abbiamo una ricerca clinica competitiva e un patrimonio unico di dati real world, risorse – afferma la presidente eletta Aiom Rossana Berardi – che dobbiamo valorizzare per attrarre ricerca e investimenti”. Oggi, nel nostro paese vivono 4 milioni di cittadini dopo la diagnosi di cancro: il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni e almeno un paziente su 4 è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può ritenersi guarito. Per migliorare ancora questi dati, concludono gli oncologi, “è ora fondamentale investire di più in ricerca e prevenzione”.
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