>>>ANSA/ Vanzina, la mia Grande bellezza versione giallo

(di Francesco Gallo) “Questo mio ultimo lavoro, dico una
cosa un po’ da presuntuoso, da cretino, è il mio film della
maturità dal punto di vista espressivo e cinematografico,
un’opera che non a caso inizia con una dedica a quei melodrammi
e film di genere che ci hanno tenuto compagnia durante tutta la
vita. Volevo insomma fare un film popolare che quando il
pubblico lo vede dice: ‘questo è fatto per me’. Ma al cui
interno c’è anche il racconto delle fragilità umane e delle
bugie. Infine, come ricorda il titolo, c’è ovviamente un omaggio
a Roma, un piccolo contributo a questa città che, va detto,
hanno saputo raccontare meglio i non romani. Penso a Flaiano,
Pasolini, Fellini, Gadda e Sorrentino”.
    Questa è solo una piccola parte della lunga e commossa
introduzione fatta da Enrico Vanzina per presentare ‘La sera a
Roma’, un giallo/thriller volutamente retrò e nostalgico
presentato oggi alla Festa di Roma e che approderà poi nelle
sale distribuito da Unicorn in collaborazione con Medusa.
    Questa la storia. Federico (Massimo Ghini), protagonista di
questa storia ambientata in una Roma insieme elegante e
decadente, è un affermato giornalista e uno sceneggiatore “alternativo”, con un film di successo alle spalle (una sorta di
alter ego di Vanzina). Uno che si muove bene nel generone romano
tra salotti nobili, redazioni, trattorie del centro e mondo
cinematografico. Un giorno uno dei più noti broker della finanza
romana (Luca Ward) gli chiede di incontrare Domenico Greco,
giovane aspirante attore desideroso di entrare nel mondo del
cinema. Federico lo invita a casa sua e poche ore dopo il
ragazzo viene ucciso e il giornalista, essendo stato tra gli
ultimi a vederlo vivo, viene subito coinvolto nelle indagini.
    Federico sposato con una intellettuale francese, ha una
relazione con Claudia (Rocio Muñoz Morales), insegnante di
pilates legata alla vittima, e una complicata amicizia con
Giulia una principessa romana (Martina Stella). A districare la
fitta trama di questo giallo sono chiamati poi Margiotta (Carlo
Buccirosso), un commissario sagace, e Maselli (Ricky Memphis),
giornalista di cronaca nera.
    “Ho molto amato – dice Ghini – l’idea di affrontare un tema di
genere, come quello del giallo, ma non in maniera ripetitiva,
scontata. Una storia molto coraggiosa e interessante che mette a
confronto persone che si portano dentro verità diverse,
ipocrisie e sentimenti. Vale a dire personaggi non
monotematici”.
    E ancora Vanzina che ha tratto questo film dal suo libro omonimo
del 2018: “Quest’opera vuole essere una sorta de La Grande
Bellezza in versione giallo. Pensando ai film italiani di questo
genere, ho preso a modello una meravigliosa pellicola di Luigi
Comencini con Marcello Mastroianni e Jacqueline Bisset: “La
donna della domenica”. Un film, tratto anch’esso da un romanzo,
sul mondo altolocato torinese; con un’andatura classica da
giallo, contaminata ogni tanto da momenti di commedia. Ecco,
volevo fare un giallo classico, pieno di contenuti, ma rivolto a
un vasto pubblico: cinefilo, colto, ma anche largamente
popolare”.
   

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