mercoledì, 4 Novembre 2026
Al Meyer asportato per via nasale tumore cerebrale benigno su bimbo 5 anni

Un tumore benigno cerebrale
asportato con una tecnica endoscopica mini-invasiva attraverso
il naso. L’intervento, che non ha comportato né cicatrici né
gonfiore post-chirurgico, è stato effettuato all’ospedale
pediatrico Meyer di Firenze su un bambino di cinque anni affetto
da craniofaringioma.
Il craniofaringioma è un tumore benigno caratterizzato da un
alto tasso di recidiva se non asportato in maniera completa. Il
piccolo paziente, si spiega in una nota, era seguito da anni
dall’equipe del dottor Lorenzo Genitori, primario della Uoc di
Neurochirurgia e direttore del dipartimento Testa-Collo dell’Aou
Meyer Irccs. Il suo percorso nell’ospedale pediatrico fiorentino
è cominciato all’età di due anni e mezzo.
I medici hanno valutato il problema con attenzione:
l’asportazione di questi tumori nei bambini più piccoli può
portare infatti a delle gravi turbe metaboliche. Pertanto il
bambino è stato sottoposto a un primo intervento mini-invasivo
per il posizionamento di un catetere all’interno della parte
cistica del tumore, con l’intento di essere il più conservativi
possibile sulla regione ipotalamo-ipofisaria, ma
contemporaneamente essere efficaci sulla pressione intracranica
generata dal tumore stesso. Purtroppo dopo un anno, i controlli
di routine avevano mostrato una crescita della componente solida
del tumore con lo sviluppo di una nuova parte cistica. Si
rendeva necessario un secondo intervento mini-invasivo
endoscopico trans-cerebrale di perforazione della parete
cistica. Ciò ha permesso di portare avanti il bambino nella sua
crescita e sviluppo neurometabolico. Ai controlli di follow-up
nei mesi successivi però la componente cistica risultava
ulteriormente aumentata, bisognava pertanto decidere che cosa
fare sul piccolo, che nel frattempo era cresciuto. “La decisione
è stata quella di rimuovere il craniofaringioma”, spiega il
dottor Mirko Scagnet, responsabile della Sos di chirurgia
endoscopica del basicranio. L’intervento, altamente complesso e
ad elevata componente tecnologica, è reso possibile da un’equipe
dedicata che prevede la collaborazione tra neurochirurghi,
otorinolaringoiatri e personale infermieristico specificatamente
preparato. L’intervento è stato eseguito con successo ed il
bambino ha potuto lasciare l’ospedale nei giorni successivi, sta
bene e ha ripreso tutte le sue abitudini ed attività quotidiane.
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