venerdì, 23 Ottobre 2026
Freida Pinto, ‘troppi cliché sulle donne, basta perfezione’

(di Alessandra Magliaro) È un’attrice affermata, una
modella elegante e di carattere, una produttrice e un’attivista
per i diritti delle donne. Oggi a 42 anni Freida Pinto, tra le
protagoniste del calendario Pirelli 2027, guarda al suo passato,
agli esordi di The Millionaire di Danny Boyle che nel 2009
sbancò agli Oscar, otto, e ai botteghini di tutto il mondo e che
fu il suo esordio. “Sono eternamente grata dell’inizio con The
Millionaire che mi ha permesso di essere qui dove sono – dice
all’ANSA Freida Pinto, super chic in completo dorato in stile
indiano -. Non è stato solo un film ma un fenomeno globale
destinato a vivere a lungo, come Titanic. Ma un’opportunità del
genere non ti viene regalata: per avere una carriera longeva
devi lavorare duramente. Tuttavia, sono ancora più grata per la
resilienza che ho acquisito crescendo a Bombay; è ciò che quella
città mi ha trasmesso, ed è proprio quella resilienza ad aver
reso possibili i vent’anni successivi”.
La partecipazione al calendario Pirelli 2027 realizzato in
India cosa rappresenta per lei? “È un calendario senza tempo,
che anche una volta trascorso l’anno, resta un pezzo da
collezione. Sono orgogliosa che sia dedicato all’India e lo
ritengo un ulteriore passo avanti nel racconto del paese in ogni
suo aspetto. Certo è impossibile in un ritratto o in un insieme
di foto catturarne la complessità, ma lo considero una intensa
rappresentazione”.
Solve Sundsbo, il fotografo norvegese di questo calendario a
più mani, l’ha ritratta tra le bouganville, la pianta che Freida
preferisce, “ci sono cresciuta nella mia Mumbai e mi riporta
alle radici. Sento di essere stata me stessa in questi scatti”.
Dai tempi di The Millionaire, quindi poco meno di venti anni
fa, come è cambiato il suo paese? “Ogni paese cambia, non solo
l’India, sarebbe assurdo altrimenti vivere in un limbo
atemporale. E questi sono tempi promettenti. Credo fermamente
nei giovani di ogni nazione, perché rappresentano il futuro, il
fatto che abbiano una voce e che vogliano far fiorire le proprie
idee – che si tratti di cinema, televisione, politica,
narrazione, arte o qualsiasi altro ambito – è, a mio avviso, un
segnale promettente. Vedo da qui a Delhi, come in Brasile o in
Europa, compresa l’Italia, che ci sono istanze giovanili a
scendere in piazza, a protestare ed è la democrazia a
permetterlo. Sono tempi molto intensi”.
Il 17 dicembre arriverà su Netflix, anche in Italia, “Una
nuova terra” la serie di cui Pinto è protagonista ma anche
produttrice, tratta dai racconti di Jhumpa Lahiri. “Il
personaggio di Parul Chaudhury è importante anche per il modo in
cui il mondo vedrà le donne indiane. Siamo così pronti a
giudicare e a stereotipare le donne indiane, pensando che siano
tutte uguali: tradizionali, silenziose e sottomesse. Nessuno dei
personaggi della nostra serie è così. Sono molto audaci”,
aggiunge.
Sembra una donna molto sicura e determinata, al contrario dei
cliché indiani. Lo è? “Vengo da questo Paese, per quanto io
possa trascorrere anni lontana o vivere altrove, resta il fatto
che ho costruito la mia resilienza negli anni della giovinezza.
Non mi lascio prendere dallo sconforto e dipende proprio da
questo: io ho già visto tutto”.
Lei è anche un’attivista, qual è uno stereotipo che vorrebbe
abbattere? “Sono davvero stanca di vedere donne ritratte come
esseri perfetti, impeccabili. Non riesco a immedesimarmi in
questo. Non mi riconosco in quella visione puritana in cui una
donna fa sempre la cosa giusta, prende solo decisioni esemplari
e vive in modo perfetto. Non esiste una persona al mondo che
debba affrontare dilemmi morali o scelte conflittuali nel corso
della propria vita. Trovo che la perfezione sia estremamente
noiosa”.
Attrice o modella? “Come modella non mi sono trovata
benissimo, ho troppe opinioni da esprimere e questo non era
molto accettato, adesso lo è di più perché sono un’attrice che
ogni tanto fa la modella. Ma se devo dire, è la produzione che
mi attira ancora di più”.
Se dovesse indicare una donna per lei iconica chi
sceglierebbe? “Michelle Obama. Come leader, icona, filantropa,
attivista, oratrice e madre, nutro per lei un rispetto immenso”.
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