mercoledì, 7 Ottobre 2026
Venezia: “Al cinema italiano servono diritti e stabilità, non falsi trionfalismi”

“Come movimento di lavoratrici,
lavoratori e maestranze #siamoaititolidicoda sentiamo il dovere
di smentire una narrazione trionfalistica che non ha alcuna
aderenza con la realtà dei fatti. Non c’è davvero nulla da
festeggiare” dicono in una nota i rappresentanti del movimento
commentando il report presentato alla Mostra del Cinema di
Venezia dalla direzione generale cinema e audiovisivo del
Ministero della Cultura “raccontando un settore in perfetta
salute e un’industria audiovisiva in crescita. L’operazione di
facciata del Ministero pecca di un’assoluta autoreferenzialità,
utile solo a raccogliere applausi da passerella ma incapace di
nascondere la polvere sotto il red carpet, fatta di tagli
strutturali, precarietà dilagante e un totale vuoto di tutele
sul lavoro. I cosiddetti “tecnicismi correttivi” del Governo
hanno paralizzato il settore per mesi. Questa cattiva gestione
ha concentrato il lavoro in pochissimi mesi dell’anno,
compromettendo la continuità occupazionale e la possibilità
stessa di condurre una vita dignitosa”. Secondo i lavoratori
dello spettacolo, “la stessa contrattazione per il rinnovo del
CCNL Troupe viene pesantemente condizionata e influenzata,
traducendosi in ipotesi di sviluppo e proposte peggiorative del
tutto inaccettabili per chi lavora davvero sul campo. Mentre il
Governo e i media celebrano numeri e contributi statali che
spesso non tornano nemmeno, chi lavora nel settore resta del
tutto invisibile. I set sono diventati luoghi di gravissimo
disagio e ricattabilità, tra orari massacranti, assenza di
sicurezza e condizioni degradanti. Nei report del Ministero
tutto questo scompare: non c’è un solo dato che valuti la
qualità del lavoro o l’impatto sociale dei fondi pubblici,
ignorando del tutto le condizioni di chi il cinema lo fa
davvero. È una contraddizione inaccettabile: il successo di una
politica culturale si misura dalla qualità del lavoro che
genera, non dai fatturati. Se i fondi pubblici finanziano
precarietà e mancanza di tutele, ad essere fallimentare è l’uso
dei soldi dei cittadini. Chiediamo che ogni euro destinato al
cinema sia vincolato al rispetto dei contratti e a controlli
severi sulle condizioni dei lavoratori. Al cinema servono
diritti e stabilità, non falsi trionfalismi”, aggiungono.
Per il movimento #siamoaititolidicoda “l’approvazione della
legge è oggi un passaggio fondamentale”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA






