Tumori cerebrali pediatrici, ok Aifa a combinazione terapeutica

Nuove speranze per la cura dei tumori
cerebrali pediatrici. L’Agenzia Italiana del Farmaco, con
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ha approvato una nuova
combinazione terapeutica per i gliomi diffusi della linea
mediana, tra cui il glioma diffuso intrinseco del ponte. Il
protocollo approvato prevede la somministrazione concomitante
dei due farmaci durante e dopo la radioterapia, rendendo la
terapia rimborsabile e disponibile su tutto il territorio
nazionale.
    La combinazione, basata su Nimotuzumab e Vinorelbina in
associazione a radioterapia, è stata sviluppata presso la
Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Fino
ad oggi, il Nimotuzumab, anticorpo monoclonale anti-EGFR, era
disponibile solo tramite importazione estera, con costi elevati
e procedure complesse. Ora, grazie all’inserimento tra i farmaci
rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale, la terapia sarà
disponibile su tutto il territorio italiano.
    “Ogni anno, circa 40 bambini in Italia ricevono una diagnosi
di glioma diffuso della linea mediana, con un’età media di
appena 7 anni. La sopravvivenza resta ancora oggi sotto i 12
mesi. In questo scenario durissimo, l’approvazione Aifa
rappresenta una luce concreta per pazienti e famiglie. una
terapia innovativa sarà accessibile a tutti i bambini, senza
disparità geografiche o economiche”, spiega Angela Mastronuzzi,
presidente di Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia
Pediatrica.
    “Siamo riusciti – sottolinea Maura Massimino, direttore
della Struttura Complessa di Pediatria dell’Istituto Nazionale
dei Tumori di Milano – ad aumentare la sopravvivenza mediana da
10 a 14,5 mesi e abbiamo anche un piccolo gruppo di bambini che
possiamo considerare guariti. Per una malattia che, fino ad
oggi, lasciava pochissime speranze, è un risultato rilevante. Il
riconoscimento ufficiale da parte di Aifa certifica uno standard
terapeutico che da anni portiamo avanti con convinzione, e che
ora potrà essere garantito in modo equo a tutti i pazienti”.
   
   

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