Tumore della prostata, con nuovo farmaco declino cognitivo più contenuto

Un declino cognitivo
significativamente più contenuto nei pazienti affetti da tumore
della prostata avanzato è possibile grazie all’uso di un nuovo
tipo di farmaco inibitore del recettore degli androgeni. È
quanto emerge dai nuovi dati presentati al Congresso annuale
dell’American society of clinical oncology (ASCO) 2026 svoltosi
a Chicago.
    Nello studio di fase 2 Aracog (Aft-47), dopo 24 settimane, i
pazienti trattati con la nuova molecola darolutamide mostravano
una variazione cognitiva mediana pari a -15,8%, rispetto al
-36,1% osservato con enzalutamide, un altro inibitore del
recettore degli androgeni di comune utilizzo.
    La funzione cognitiva è stata misurata oggettivamente in diverse
dimensioni, tra cui la funzione esecutiva, la memoria di lavoro,
la memoria visiva e l’attenzione. Le differenze più marcate tra
darolutamide ed enzalutamide sono state osservate nella funzione
esecutiva e nella memoria di lavoro. I cambiamenti in queste
aree possono influire sulle attività quotidiane, come seguire
una conversazione, ricordare indicazioni stradali o tenere
traccia di informazioni, e possono anche rendere più difficile
per i pazienti partecipare attivamente alle decisioni relative
alle loro cure.
    “Il cancro alla prostata solo in Italia colpisce ogni anno più
di 40mila uomini e alcune terapie a lunga somministrazione,
possono compromettere le funzioni cognitive – afferma Orazio
Caffo, professore associato di oncologia all’Università di
Trento e direttore dell’Uo di oncologia medica dell’ospedale
Santa Chiara di Trento -.
    I dati evidenziano chiaramente un minor declino cognitivo con
darolutamide rispetto a enzalutamide. Si tratta di uno studio
scientifico molto significativo, pur con un follow-up ancora
limitato, che per la prima volta confronta due inibitori della
via del recettore degli androgeni da questo punto di vista,
confermando che la struttura molecolare della darolutamide può
determinare un impatto più limitato sulla funzione cognitiva”.
   
   

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