Tornano le Strade Bianche, re Pogacar di nuovo sugli sterrati

(di Federico Cristiani) Colle Pinzuto è una festa. È stata
una festa ieri, negli occhi vispi e gioiosi di Tadej Pogacar
mentre ufficializzava l’intitolazione a suo nome del penultimo,
durissimo settore di sterrato della Strade Bianche: ai piedi
della salita ha svelato un cippo a fianco di Fabian Cancellara –
unico oltre a lui a cui è spettato questo onore riservato a chi
vince per tre volte la corsa.
    Sarà una festa domani, di popolo e di ciclismo. Sullo
stradellino di Colle Pinzuto si raduna, ogni anno, una
moltitudine variegata di appassionati che arrivano da tutto il
mondo per godersi sotto il cielo delle colline senesi, tra
scambi di vino e di salumi, il passaggio dei loro impolverati
beniamini. Qui si decide, a maggior ragione da quando il
percorso prevede un doppio passaggio, quello che ormai, anche
senza lo status di ‘Monumento’, è a tutti gli effetti il primo
grande appuntamento del calendario delle due ruote.
    Così è stato lo scorso anno: al primo giro, il campionissimo
sloveno inseguiva Tom Pidcock con la spalla sinistra
sanguinante, a seguito di una caduta in discesa; al secondo
passaggio, quando già lo aveva recuperato, apriva il gas e
volava via nel giro di due tornanti, mentre sul volto
dell’inglese si apriva un sorriso dal retrogusto amaro, di
sconfitta. La presenza costante di un fuoriclasse come Pogacar,
tre vittorie su tre partecipazioni negli ultimi quattro anni, ha
innalzato lo status della corsa, ma allo stesso tempo la ha
cannibalizzata. Anche per domani è il favorito assoluto,
all’esordio stagionale ma già in forma smagliante nella
ricognizione della gara.
    La ‘Classica del nord più a sud d’Europa’ è ormai roba sua, e
sembrano poche le possibilità di veder arrivare qualcun altro a
braccia alzate sul traguardo di Piazza del Campo, a Siena. A
contendere il trono allo sloveno c’è lo sconfitto dello scorso
anno Pidcock, vincitore nel 2023 in sua assenza, e c’è il sempre
sfortunato belga Wout Van Aert, che nel maggio 2025 riscattò la
sua stagione proprio a Siena, nella tappa degli sterrati del
Giro d’Italia. Ma la curiosità è rivolta soprattutto alle due
giovani, potenziali mine vaganti. Isaac del Toro arrivò secondo
dietro a Van Aert nella tappa della scorsa Corsa Rosa,
attaccando e diventando leader, ma il messicano della Uae
domani, a meno di casi eccezionali, correrà in supporto al
capitano Pogacar.
    Discorso diverso per l’astro nascente del ciclismo mondiale,
il 19enne Paul Seixas. Il gioiellino francese della Decathlon ha
vinto sabato scorso la Ardeche Classic, staccando con una
facilità impressionante corridori di livello come Matteo
Jorgenson e Jan Christen. In patria è già considerato il
prescelto per vincere un Tour de France che manca ai transalpini
dal 1985, qualcuno già lo chiama ‘il Messia’. Alla sua seconda
stagione da professionista nonostante la giovanissima età, non
gli vogliono far bruciare le tappe e sarà alla sua prima
partecipazione in una corsa di questo livello. Ma a Seixas il
carattere non manca, e la presenza in gara del suo punto di
riferimento Pogacar sarà senz’altro uno stimolo in più.
    Parterre de roi, poi, nella corsa femminile, dove a
contendere il successo alla campionessa in carica Demi
Vollering, ci saranno quasi tutte: dalla belga Lotte Kopecky
alla vincitrice del Tour Pauline Ferrand-Prévot, da Marianne Vos
a Puck Pieterse. Speranze italiane affidate a Elisa Longo
Borghini, che l’anno scorso incappò in una giornata no e che
domani avrà voglia di riscatto.
   

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