venerdì, 25 Settembre 2026
Torna la Festa del cinema di Roma, da Jenna Ortega a Jovanotti

(di Francesca Pierleoni) Una carica di divi internazionali,
come Jenna Ortega, Javier Bardem, a cui andrà il premio alla
Carriera, Julianne, Moore, Jesse Eisenberg, Naomi Watts, Kim
Kardashian, Sandra Huller, il cinema italiano in gran spolvero,
a partire dal film d’apertura, Il rumore delle cose nuove di
Paolo Genovese. Un elenco di protagonisti anche di musica e
sport come Jovanotti, Daniele De Rossi e Federica Brignone. Si
confermano molteplici i fili seguiti dalla Festa del Cinema di
Roma, arrivata alla 21/a edizione, che si terrà dal 13 al 25
ottobre in sempre più numerosi luoghi della città, mantenendo il
fulcro all’Auditorium Parco della Musica.
“Il sindaco Gualtieri ci aveva chiesto una Festa sempre più
metropolitana e allargata alla città e quest’anno siamo arrivati
al massimo di sempre – dice Salvatore Nastasi, presidente della
Fondazione Cinema per Roma -. L’anno scorso abbiamo fatto
100mila presenze, quest’anno penso faremo di più non solo perché
abbiamo più luoghi, ma per la qualità del programma”. A Venezia
nel concorso principale, c’erano solo due registe in gara su 21
titoli, qui invece, nel concorso internazionale di Progressive
Cinema sono sei su 18. Fra queste Susanna Nicchiarelli con
Giorni Felici, adattamento live action della graphic novel
fantasy di Zuzu, e Kasia Smutniak con il documentario Mustang
nel quale l’attrice e regista ripercorre il viaggio compiuto nel
2003 in Nepal insieme al compagno di quegli anni Pietro
Taricone. Con loro a rappresentare l’Italia c’è Brianza di
Simone Catania, sul percorso verso l’illegalità di un
imprenditore in crisi. “Le registe donne ci sono, anche se non
ancora nella percentuale che vorremmo – spiega la direttrice
artistica della Festa Paola Malanga -. A Roma peraltro ci sono
sempre state, basti pensare a Paola Cortellesi che aveva
debuttato (con la sua opera prima da regista C’è ancora domani)
proprio qui”. Tanti i film italiani anche nelle sezioni Grand
Public e Freestyle: si va dal biopic su Pino Daniele, Je so’
Pazzo di Nicola Prosatore alle commedie Il ministero dell’amore
di Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, con Pif, Corrado
Guzzanti, Angela Finocchiaro, Alessandra Mastronardi e Noi, un
po’ meglio di Daniele Luchetti con Elio Germano e Maria Chiara
Giannetta; Le rose di Marrakech di Ginevra Elkann con Fanny
Ardant; il film su Giulia Cecchettin, Se domani non torno di
Paola Randi (presentato con Alice nella città); il giallo Una
sera a Roma di Enrico Vanzina. Non mancano film e serie
internazionali che arriveranno corredati di divi. Ad esempio The
debut di Jesse Eisenberg con Julianne Moore (in un nuovo ruolo
da Oscar) e Paul Giamatti. Jenna Ortega arriverà per Klara e il
sole di Taika Waititi dove interpreta un’androide. Il debutto
mondiale della seconda stagione della serie su uno studio legale
di avvocate divorziste, All’s fair sarà accompagnato dalle
interpreti Kim Kardashian, Naomi Watts, Niecy Nash-Betts, Sarah
Paulson. Sandra Huller presenterà Ingeborg Bachmann – Someone
who was once me di Regina Schilling. Paul Bettany ci sarà per la
serie Marvel Vision Quest. E ancora, tra gli altri, Deva Cassel
per la prima mondiale di Le Fantôme de l’Opéra di Alexandre
Castagnetti. Massiccia anche la presenza di serialità made in
Italy: fra le produzioni per la Rai (main media partner della
Festa) 177 giorni. il rapimento di Farouk di Carlo Carlei con
Marco Bocci; Cagnàz di Alessandro Roia con Guido Caprino; la
storia del giovane magistrato ucciso dalla mafia in Livatino –
il giudice e i suoi assassini di Michele Placido; La famiglia
Panini – L’avventura delle figurine di Letizia Lamartire con
Serena Rossi. Tra le altre, Hbo Max presenta Melania Rea di
Stefano Mordini, sul femminicidio avvenuto nel 2011 e Netflix la
crime comedy Chiaroscuro di Jan Maria Michelini con Pierpaolo
Spollon. Spazio anche ad alcuni dei film più premiati della
stagione, da Fjord a La bola negra nella sezione Best of. La
musica va in scena con titoli come Lorenzo – l’incredibile
avventura di Jovanotti di Dario Zonta e Carlo Zoratti e Il
ghiaccio in tasca. Mio padre Giuseppe Sinopoli, diretto da
Giovanni Sinopoli figlio del grande direttore d’orchestra,
scomparso nel 2001. Al centro del racconto, anche vari campioni
sportivi, come Daniele De Rossi, nella docuserie Radici di
Nicola Ravera Rafele, e Federica Brignone nel documentario
Federica – l’ultima olimpiade di Federico Gariboldi e Paolo
Novelli.
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