Ronnabyte e quettabyte, i nuovi nomi per numeri giganteschi

(ANSA) – ROMA, 21 NOV – ‘Ronnabyte’ e ‘quettabyte’ sono i due
nuovi nomi aggiunti al Sistema internazionale di unità di misura
(Si) per descrivere le quantità gigantesche di dati che saranno
presto prodotte nell’era dei Big Data: dopo lo yottabyte, che
sta per 10 alla 24esima byte, una quantità di dati che
richiederebbe una pila di dvd alti fino a Marte, avremo ora il
ronnabyte (10 alla 27esima) ed il quettabyte (10 alla 30esima),
come si legge in un articolo pubblicato sulla rivista Nature.
    Per simmetria, all’altra estremità della scala sono stati
introdotti anche due nuovi prefissi per descrivere quantità
estremamente piccole: ‘ronto’ e ‘quecto’, che stanno
rispettivamente per 10 alla -27esima e 10 alla -30esima. Per
dare un’idea, 1 ronnagrammo sarebbe all’incirca il peso della
Terra, mentre un elettrone è pari a 1 quectogrammo.
    I quattro nuovi prefissi sono stati votati il 18 novembre
scorso da rappresentanti dei governi di tutto il mondo, alla
Conferenza generale sui pesi e sulle misure tenutasi fuori
Parigi. E’ il primo aggiornamento del sistema dei prefissi dal
1991, quando l’aggiunta fu però resa necessaria per il campo
della chimica, che aveva bisogno di poter esprimere numeri molto
più piccoli.
    La proposta di modifica, presentata da Richard Brown del
Laboratorio nazionale di fisica del Regno Unito dopo un lavoro
di cinque anni, si è resa necessaria anche perché iniziavano a
circolare nomi informali per esprimere quelle quantità, come
hellabyte e brontobyte. “Sono rimasto inorridito”, commenta
Brown, “perché erano nomi del tutto non ufficiali”. In passato,
termini nati in modo informale sono poi stati adottati dal
Sistema internazionale, ma stavolta non è stato possibile poiché
i simboli associati a questi due nomi sono già utilizzati
all’interno del sistema metrico per altri prefissi o altre unità
di misura. Adesso, dice Richard Brown, non sono rimaste altre
lettere dell’alfabeto disponibili per nuovi prefissi, quindi
cosa accadrà quando, e se, qualche campo scientifico riuscirà a
spingersi a grandezze oltre quelle attuali, rimane una questione
aperta. (ANSA).
   

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