Psichedelica e pittorica, la moda di Loewe in stile disco club

Una estate nel segno del divertimento e dell’evasione, vivacizzata da colonne sonore e dj set musicali in stile disco club, che ridanno al corpo la libertà di esprimersi.

Come cita il capoverso di William W. Purkey:

Devi ballare come se nessuno ti stesse guardando,

amare come se non sarai mai ferito,

cantare come se nessuno stesse ascoltando,

e vivere come se fosse il paradiso in terra.

Il direttore creativo di Loewe, Jonathan Anderson, porta i look di stagione sul palco di un disco club, facendoli roteare e danzare con gli effetti stroboscopici in una sensuale fluidità aperta e senza confini stretti di mascolinità o femminilità.

Anzi, per rafforzare il concetto, chiama a collaborare l’artista e pittore Florian Krewer, uno dei più progressisti e talentuosi della sua generazione, in un dialogo di pura creatività con il fotografo inglese Davis Dims.

Dichiara Anderson: «Ho subito amato il modo in cui Florian Krewer ha catturato le forme del corpo maschile e come ne sottolinea la vulnerabilità. Le sue immagini rielaborate con il tocco pittorico hanno instaurato uno scambio davvero interessane fra l’artista e il fotografo David Sims».

Tutti i capi del guardaroba primavera estate 2022 si concentrano sulla liberazione dell’edonismo e sulla promessa allettante di ritrovata intimità e contatto fisico.

Il graffio stilistico di Anderson elabora capi e accessori che esplorano la moderna combinazione di maschile e femminile, esaltati dall’esplosione di colori a tinte forti e spesso fluo, da paillettes luminose e da veli sottili, impalpabili, stratificati.

Il tema della gioia di una serata mondana e il beat musicale rimandano alla pittura dell’artista tedesco, che vive a New York, Florian Krewer, e alle sue palette notturne, composte da una sorprendente varietà di neri scuri come la notte, bianchi impuri, rosa confetto, viola e blu.

I dipinti di Krewer, popolati da personaggi liberi e caotici, esplorano i conflitti e i desideri che si consumano negli spazi pubblici delle città.

Un’energia sensuale si sprigiona nelle azioni praticate e nella danza, con scorci del corpo in libera espressione, rivelati da drappeggi o tagli in posizioni strategiche effettuati dallo stilista Anderson.

Sartoriali restano i cappotti e i trench; i primi tradotti in uniformi dotate di scudo di metallo sul retro o top smaterializzati; i secondi decorati con leitmotiv all over del logo effetto neon.

Le paillettes decorano le stampe animalier, come gli short zebrati, o ricoprono interamente i vestiti; alternate a stampe retrò, alcune con le sagome della disco ball ripetuta a moltiplicatore.

Si prosegue nel guardaroba, con parka di pelle abbinati a pantaloncini cargo ampi, giochi stratificati di canotte e t-shirt extra sottili velate e sovrapposte le une alle altre, maglieria anch’essa così sottile da risultare semi trasparente e felpe con applicazioni grafiche fluo.

I look sono completati da stivali, sandali, ciabatte colorate, puzzle bag e marsupi tracolla di pelle fluo, zaini logati, la borsa elefante da spiaggia imbellita di frange multicolor e occhialini rotondi dalle tinte accese.

Per i cultori di Krewer, due libri, corredati dalla prefazione di Jonathan Anderson e dall’introduzione del critico d’arte Stanton Taylor, che contengono, il primo, una selezione di dipinti, disegni e foto inedite della sua visione psichedelica, l’altro, la sua collaborazione con David Sims che immortala diversi personaggi in varie situazioni, sul campo da basket, tra le rocce, in un magazzino o in una casa, con indosso i capi della collezione.

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