venerdì, 6 Febbraio 2026
Pietro Castellitto, io ‘Il falsario’ tra BR, Moro e banda Magliana

(di Francesco Gallo) Su Netflix dal 23 gennaio arriva ‘Il
falsario’ ispirato molto liberamente ad un personaggio vero e
pieno di ombre come Antonio Giuseppe Chichiarelli, detto ‘Toni
della Duchessa’, artista e falsario che ha attraversato il caso
Moro, Br e Banda Magliana e che è interpretato da un Pietro
Castellitto in grande forma.
“Dimenticate la verità per un attimo – dice il regista Stefano
Lodovichi -, perché il nostro Toni artista e falsario vissuto a
Roma tra gli anni ’70 e ’80 lo abbiamo reso un avventuriero
guascone, imperfetto, a tratti ragazzino e irrisolto. Ovvero un
personaggio che ha poco a che fare con le poche e misteriose
informazioni che ci sono arrivate sul suo alter ego reale”.
Vediamo così nel film, in cui è ben ricostruita quell’epoca
complicata divisa tra droga, politica, ideologie e rock, un Toni
arrivare dalla provincia a Roma insieme a due amici, un operaio
(Pierluigi Gigante) e un prete (Andrea Arcangeli) con
l’aspirazione di diventare un artista.
C’è poi l’incontro anche amoroso con una gallerista (Giulia
Michelini) che scoperto il suo straordinario talento di saper
riprodurre qualsiasi quadro lo fa diventare un grande falsario e
anche molto ben pagato.
Tra le sue tante imprese sarà infatti lui a falsificare anche il
famoso falso comunicato del Lago della Duchessa firmato Brigate
Rosse come a frequentare elementi della Banda della Magliana
(Edoardo Pesce), servizi segreti ed esponenti di destra.
“Siamo stati preoccupati che Toni più che rappresentare
l’originale fosse piuttosto una metafora di quei tempi che non
ho conosciuto se non attraverso i racconti di mio padre e di
altre persone che li hanno vissuti – dice Castellitto -. Come me
li sono immaginati? Come un’epoca molta viva in cui in ognuno
c’era la consapevolezza che si potesse davvero cambiare il
mondo. Insomma esattamente il contrario di oggi in cui siamo
tutti rassegnati. I giovani oggi – dice l’attore-regista –
vedono il loro futuro con pagine già scritte mentre allora i
giovani avevano davanti a loro solo tante pagine bianche”.
E ancora Castellitto sul fatto di essere in questo film solo
attore e non regista: “Amo in generale stare sul set, specie con
un cast di persone così bello, vorrà dire che tornerò regista
ancora più bravo” .
Spiega infine il regista Lodovichi: “Questo è film che viene
comunque da una lunga gestazione anche perché ci tenevo e mi
affascinava raccontare bene questo periodo che avevano
affrontato grandi autori come Bellocchio. Volevo insomma
rappresentare al meglio quel mondo in cui i giovani provavano
ancora interesse per la cosa pubblica e la politica”.
‘Il falsario’, prodotto da Cattleya, è ispirato al libro ‘Il
falsario di Stato. Uno spaccato noir della Roma degli anni di
piombo” di Nicola Biondo e Massimo Veneziani e ha la
sceneggiatura di Stefano Lodovichi e Sandro Petraglia.
Nel cast anche Aurora Giovinazzo e Claudio Santamaria.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA





