Perrone (Aiom), ‘da salute mentale a reddito, approccio a 360 gradi per cura cancro’

Dalla salute mentale all’impatto sulla produttività ed il reddito: “Un approccio a 360 gradi della cura del cancro deve considerare anche questi aspetti”. Lo sottolinea il presidente della Fondazione Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Francesco Perrone, al convegno in occasione della Giornata mondiale contro il cancro che si celebra oggi.

Il cancro, rileva l’Aiom, determina conseguenze negative anche sulla salute mentale. Il 20% delle persone con tumore è colpito da depressione, il 10% da ansia e oltre il 50% sviluppa disagio psicologico. È significativo anche l’impatto sulla produttività. Si stima che il cancro impedisca la partecipazione al mondo del lavoro di almeno 1,1 milioni di cittadini in Europa. Gli uomini e le donne con diagnosi di tumore hanno, rispettivamente, il 7% e il 10% di probabilità in meno di trovare un impiego rispetto alle persone senza cancro.

“Le difficoltà finanziarie, associate alla diminuzione delle entrate dopo la diagnosi di tumore, possono influenzare negativamente la salute mentale, la qualità di vita e la sopravvivenza dei pazienti – afferma Perrone -. Inoltre, la mancanza di una occupazione o la riduzione del reddito possono portare all’isolamento sociale, limitando lo sviluppo delle capacità personali e professionali. I pazienti oncologici hanno necessità di tempo per i trattamenti e le visite mediche. E gli effetti collaterali delle terapie possono influenzare la capacità di svolgere le attività professionali, soprattutto nei periodi di trattamento attivo”. Tutti questi fattori, conclude, “condizionano le prestazioni lavorative, l’acquisizione di competenze, la progressione della carriera e il reddito”.
   
   

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