domenica, 8 Marzo 2026
Paul Thomas Anderson miglior regista dell’anno per i colleghi di Hollywood

‘Una Battaglia dopo l’altra’
segna un altro traguardo nella corsa verso gli Oscar. Il suo
realizzatore Paul Thomas Anderson ha conquistato sabato sera il
massimo riconoscimento alla 78esima edizione dei premi assegnati
dall’ordine dei registi nordamericani, la Directors Guild of
America (Dga).
Questo trofeo – che per il creatore del action-thriller
capitanato da Leonardo DiCaprio si aggiunge al Golden Globe e al
Critics Choice award – è considerato uno degli indicatori più
affidabili per l’Academy Award alla miglior regia, rendendo la
cerimonia che si svolge ogni anno a Beverly Hills uno dei
momenti più osservati della stagione dei premi hollywoodiani.
Nel discorso di ringraziamento, Anderson ha dedicato gran
parte del tempo a ricordare l’assistente alla regia Adam Somner,
scomparso per malattia a fine 2024, rendendogli omaggio con
parole sentite e personali.
Durante la cerimonia, tutti e cinque i candidati al premio
principale hanno ricevuto la tradizionale medaglia Dga,
consegnata da figure legate ai rispettivi film: DiCaprio ha
premiato Anderson, Michael B. Jordan ha reso omaggio a Ryan
Coogler (‘I peccatori – Sinners’), Jacob Elordi ha celebrato
Guillermo del Toro (‘Frankenstein’), Timothée Chalamet è salito
sul palco per Josh Safdie (‘Marty Supreme’), mentre Steven
Spielberg ha introdotto Chloé Zhao (‘Hamnet’). Si rivedranno
tutti il 15 marzo alla notte delle stelle: nella cinquina che
concorre per l’Oscar alla miglior regia ci sono tutti tranne il
messicano Del Toro, escluso a favore di Joachim Trier, regista
del dramma norvegese ‘Sentimental Value’, in corsa anche come
miglior film.
Sul fronte televisivo, il premio per la miglior regia di una
serie drammatica è andato al medical show ‘The Pitt’, grazie ad
Amanda Marsalis per l’episodio ‘6:00 PM’, anche in questo caso
ricalcando i riconoscimenti già ottenuti dai critici e dai
giornalisti internazionali. Stessa sorte tra le commedie: Seth
Rogen ed Evan Goldberg hanno vinto per l’episodio ‘The Oner’ di ‘The Studio’, un successo che segue anche l’Emmy ottenuto lo
scorso settembre.
Rogen e Goldberg hanno dedicato il riconoscimento all’attrice
Catherine O’Hara, star della serie scomparsa la settimana
scorsa. “Siamo cresciuti in Canada e lei è stata ed è il nostro
idolo fin da quando eravamo bambini. Ci ha mostrato che si può
essere dei geni assoluti e allo stesso tempo le persone più
gentili del mondo”, ha detto Goldberg dal palco del Beverly
Hilton hotel.
Da quando assegna i suoi riconoscimenti, la Dga ha mancato la
previsione del vincitore dell’Oscar solo in otto occasioni. E la
statistica dice anche che, nella maggior parte delle edizioni,
chi vince in questa categoria porta a casa anche la statuetta
per il miglior film. Lo scorso anno Sean Baker aveva trionfato
ai Dga con ‘Anora’, lanciando il comedy-drama indipendente alla
conquista di quattro Oscar, tra cui miglior film e miglior
regia. L’ultimo scarto tra la scelta dei registi e quello dei
votanti dell’Academy risale al 2019, quando Sam Mendes vinse per
il dramma bellico ‘1917’, ma poi perse la statuetta a favore del
coreano Bong Joon Ho per ‘Parasite’, premiato anche come miglior
pellicola.
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