lunedì, 11 Maggio 2026
Ocse, il 7,6% degli italiani rinuncia alle cure per le liste d’attesa

Le lunghe liste d’attesa
rappresentano il principale ostacolo nel sistema sanitario
italiano, causando nel 2023 la rinuncia alle cure mediche
necessarie da parte del 7,6% della popolazione. A ciò si
aggiunge la bassa copertura pubblica per le prestazioni
ambulatoriali e odontoiatriche, che spesso spinge i pazienti a
pagare di tasca propria per accedere più rapidamente ai
fornitori privati. Ciò crea una forte disuguaglianza: nel 2024,
gli adulti a rischio di povertà erano oltre 2,5 volte più
propensi a segnalare bisogni sanitari insoddisfatti rispetto
alla popolazione generale. Lo rileva il report dell’Ocse ‘Profilo della Sanità 2025: Italia’ presentato oggi al Cnel.
L’eccessiva lunghezza delle liste d’attesa ha interessato 2,7 milioni di persone, quasi il doppio rispetto agli 1,5
milioni registrati nel 2019, a indicare come la pandemia abbia
acuito un problema di vecchia data. I ritardi si concentrano nei
punti di accesso alle cure specialistiche: le visite iniziali e
gli esami diagnostici hanno rappresentato oltre il 60% di tutti
gli ostacoli all’accesso legati ai tempi di attesa, superando di
gran lunga i problemi relativi alle fasi successive del
trattamento. Per combattere i tempi di attesa sempre più
lunghi, l’Italia ha lanciato il Piano nazionale per la gestione
delle liste d’attesa.
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