Non sappiamo cosa ci sia nel Trattato Italia-Francia ma Macron già vola con le Frecce Tricolori

C’è una cosa sospetta che aleggia attorno al «Trattato per una cooperazione bilaterale rafforzata» che verrà siglato domani al Quirinale tra Italia e Francia. Aleggia è un verbo non usato a caso dato che la cosa sospetta infatti è la presenza sui cieli di Roma domani della pattuglia acrobatica nazionale, insomma, le Frecce Tricolori, vanto dell’Italia intera.

Un onore non da poco quello che Mattarella ha voluto offrire ad Emmanuel Macron, soprattutto un onore non abituale. Basti pensare ad esempio che al recente G20 tenutosi nella capitale, alla presenza delle più grandi potenze del mondo (quasi tutte, Cina e Russia hanno disertato) i cieli di Roma sono stati risparmiati: nessun volo, nessuna pattuglia acrobatica e niente tricolore. E le occasioni per la gente comune di vedere all’opera lo squadrone sono rare; quelle ufficiali il 2 giugno ed il 4 novembre.

Solo in piena pandemia, un anno fa a fine maggio, ci fu un vero Tour delle Frecce Tricolori sui cieli delle principali città d’Italia, da nord a sud per festeggiare la fine del lockdown. Un evento storico dopo un periodo drammatico per ognuno di noi.

Capite bene quindi che questo onore offerto all’inquilino dell’Eliseo ci lascia con qualche dubbio. Qualcuno, per provare a trovare una spiegazione, ci dice che in realtà anche la Pattuglia acrobatica d’Oltralpe sorvolerà Roma. Ma, si sa, da quel punto di vista noi siamo i Maestri. Gli altri provano solo ad imitare.

Dubbi che in realtà si sommano a quelli che molti osservatori hanno avanzato sul contenuto stesso del trattato.

La Francia, inutile nasconderlo, non è sempre stato negli ultimi anni un partner diretto e sincero fino in fondo verso il nostro paese. Quindi il sospetto, di molti, è che dietro a questo Trattato ci sia la volontà di venire a «fare spesa» di alcune eccellenze economico-produttive, come già accaduto in passato; il tutto in nome di quella mai compresa fino in fondo presunta superiorità di Parigi.

Ovviamente dall’Eliseo hanno subito respinto ogni accusa della vigilia con queste parole: «Nessun “atteggiamento predatorio” della Francia nei confronti dell’economia italiana, ma la volontà comune di rafforzare con “reciproco vantaggio” le relazioni bilaterali nei campi più disparati, dalla politica internazionale a quella europea, dalla cooperazione transfrontaliera tra le due polizie alla cultura, dall’economia appunto alla difesa»; ma già il fatto che si siano sentiti in dovere di rispondere alle voci significa che forse proprio di sole voci non stiamo parlando. In più ad oggi i contenuti nel dettaglio del trattato non sono conosciuti…

Ne sapremo di più domani, con la firma; speriamo solo di non scoprire che per noi si tratta dell’ennesima fregatura. In quel caso, almeno, lasciamo a terra la Pattuglia acrobatica

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