domenica, 18 Gennaio 2026
‘MaestraNatura’, il cibo come insegnante di salute e sostenibilità nelle scuole

Un percorso di didattica dedicato al
cibo e ai corretti stili di vita, testato sul campo su oltre
55mila studenti e studentesse per stimolare la riflessione sul
ruolo che ciascuno può avere nel costruire un futuro più
sostenibile, consapevole e rispettoso dell’ambiente e della
salute. È il progetto MaestraNatura, dedicato alle scuole
primarie e secondarie di primo grado sviluppato dall’Istituto
superiore di sanità (Iss) con il contributo del Ministero della
Salute. Come parte del progetto torna anche il concorso dedicato
alle scuole, in cui si chiede a tutte le classi delle scuole
primarie e secondarie di primo grado di rappresentare con
creatività il tema del concorso, che quest’anno è ‘Alimentazione
e salute del pianeta, la sostenibilità come stile di vita:
piccole azioni che cambiano il futuro’, documentando idee,
esperienze, riflessioni o azioni concrete legate alla
sostenibilità. Le scuole interessate dovranno inviare il modulo
di adesione entro il 31 gennaio 2026 a infomaestranatura@iss.it.
“L’accoglienza del progetto è stata davvero molto
positiva. Le attività sono tantissime – osservano le
responsabili del progetto – e variegate: dagli esperimenti
scientifici alla costruzione di menù settimanali da proporre
anche alle mense scolastiche, dai laboratori di cucina che
coinvolgono le famiglie alle osservazioni sulla germinazione dei
semi e sul ruolo dell’acqua. Nelle scuole secondarie si
affrontano temi più complessi come nutrienti, bilancio
energetico e spreco alimentare. Molto importante è anche il
lavoro sull’analisi critica delle informazioni, per imparare a
distinguere dati affidabili da fake news”.
La fase di studio del progetto ha permesso di identificare
le principali credenze errate diffuse tra i giovani, che spesso
si conservano fino all’età adulta, influenzando negativamente la
diffusione di principi di sana alimentazione. “Dai dati raccolti
emerge che molte abitudini alimentari degli studenti e delle
studentesse possono ancora migliorare: ad esempio consumano poca
frutta e verdura e ricorrono spesso a snack confezionati. Ma la
cosa più interessante è che, già tra gli 8 e i 14 anni,
compaiono differenze di genere molto nette. Nel nostro ultimo
lavoro pubblicato abbiamo visto che le ragazze mangiano più
spesso verdure e frutta secca, mentre i ragazzi bevono più acqua
e consumano più biscotti e snack industriali”.
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