giovedì, 16 Luglio 2026
Luis Ortega, ‘in El Jockey il mio fantino accede a tante vite’

Un personaggio che è al tempo stesso “un fantino, un tossicodipendente e un ubriacone; poi però ‘cade
da cavallo’, e arriva per lui l’occasione per allontanarsi dal
suo ruolo nella società o da qualsiasi cosa si aspettino da
lui”. Così il regista argentino Luis Ortega descrive con l’ANSA
il protagonista di El Jockey, la sua tragicommedia noir intinta
nel surreale (una fonte d’ispirazione è Kaurismaki, legame
rafforzato dallo stesso direttore di fotografia, Timo Salminen)
con Nahuel Perez Biscayart, Ursula Corbero, Daniel Gimenez Cacho
e Mariana Di Girolamo. Il film, dopo il debutto in concorso alla
Mostra del Cinema di Venezia 2024 e la partecipazione ad altri
festival internazionali, arriva nelle sale italiane dal 17
luglio con Lucky Red.
Ortega, classe 1980, autore che già si era messo in luce per
l’originalità delle sue forme di racconto, da Caja negra a
L’angelo del crimine, in El Jockey segue il percorso, attraverso
varie identità, anche di genere, compiuto da Remo (Perez
Biscayart), fantino famoso in disgrazia, per i debiti con il
Boss Sirena (Cacho) e le sue dipendenze, e vicino al capolinea
anche nella sua storia con Abril (Corbero). Una caduta da
cavallo innesta in Remo una lotta con i ricordi e una
trasformazione emotiva. Nella fuga dagli uomini di Sirena, Remo
si muove in altre identità come quella di Dolores, tra gangster,
amori finiti, nuovi inizi, maternità e paternità.
“Quando Remo, a inizio della storia, chiede alla sua ragazza
cosa dovrebbe fare per migliorare le cose, lei risponde che
dovrebbe morire e rinascere ed è un po’ quello che succede”,
dice Ortega, che ha portato nel protagonista anche alcuni tratti
di un giovane senzatetto russo incontrato più volte nelle strade
di Buenos Aires e un momento vissuto dal fratello cinquantenne.
C’è anche un legame con un libro di Jack London, Il Vagabondo
delle stelle: “Là il protagonista, dopo essere stato torturato,
inizia a ricordare tutte le sue vite passate e qui Remo, dopo il
dolore, è come se potesse accedere a più vite”. Infine, Ortega fa un accenno alla situazione in Argentina e
Ai conflitti sociali innescati dalla politica di Milei: “Abbiamo
un presidente terribile – commenta -. È un uomo molto aggressivo
che odia tutti ma penso odi soprattutto se stesso. È una
situazione bizzarra, io non voto, non credo in una parte o
nell’altra, ma quest’uomo sta provando ad ucciderci tutti”.
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