L’osteopatia entra definitivamente nel Ssn

L’osteopatia entra definitivamente
nel Servizio Sanitario Nazionale. Con la pubblicazione in
Gazzetta Ufficiale dell’ultimo decreto, quello sull’equipollenza
dei titoli in osteopatia, si completa il percorso attuativo
previsto dalla Legge 3 del 2018 che ha istituito la professione
sanitaria di osteopata. “Oggi celebriamo un momento che resterà
inciso nella storia della nostra professione – ha dichiarato
Mauro Longobardi, Presidente del Roi, Registro Osteopati
d’Italia -. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 22 maggio
2026 dell’ultimo decreto attuativo rappresenta molto più di un
passaggio legislativo: è il compimento di un percorso, il
riconoscimento di una storia fatta di professionisti, la
consacrazione di un impegno collettivo”.
    Longobardi ricorda che “il percorso di regolamentazione
dell’osteopatia in Italia nasce da un lungo lavoro di confronto
istituzionale e di riconoscimento professionale, avviato
simbolicamente il 12 giugno 2014, quando, come organi
istituzionali del ROI-Registro degli Osteopati d’Italia, fummo
ricevuti in audizione presso la Commissione Sanità del Senato
dalla presidente compianta senatrice Emilia De Biasi per esporre
le motivazioni di una sua regolamentazione come professione
sanitaria autonoma”.
    Il primo fondamentale passaggio, continua Longobardi, “è
rappresentato dalla Legge 3/2018 che, all’articolo 7, individua
e istituisce la professione sanitaria dell’osteopata, ponendo le
basi per il suo inserimento nel Sistema Sanitario Nazionale.
    Successivamente, il DPR n. 131 del luglio 2021 ha recepito
l’Accordo Stato-Regioni del 2020, definendo il profilo
professionale dell’osteopata e le relative competenze. Con il
Decreto Interministeriale n. 1563 del novembre 2023 è stato poi
disciplinato l’ordinamento didattico del corso di laurea in
Osteopatia, introducendo il percorso universitario abilitante.
    L’iter è giunto a conclusione con il Dpcm del marzo 2026,
pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 maggio, relativo ai
criteri di riconoscimento dei titoli pregressi e dell’esperienza
professionale maturata dagli osteopati già in attività”. Un
approdo, quello del riconoscimento formale della professione,
spiega ancora Longobardi, “che per alcuni può apparire come un
compromesso difficile, persino doloroso, ma che rappresenta
anche la scelta necessaria per difendere l’esistenza stessa
dell’osteopatia come professione autonoma, riconosciuta e
pienamente inserita nel sistema sanitario”. “Siamo pronti –
afferma Diego Catania, Presidente della Federazione nazionale
degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della
riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp) – ad
accogliere gli Osteopati nei nostri Ordini: un importante
riconoscimento per molti professionisti che hanno costruito
competenze e atteso con pazienza che venissero riconosciute”.
   
   

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