sabato, 8 Agosto 2026
L’Oms lavora a nuove regole per l’IA in sanità

Mettere a fuoco principi condivisi su
cui basare i futuri sviluppi dell’Intelligenza Artificiale nel
campo della salute. È l’obiettivo di un meeting di alto livello,
promosso dall’Oms Europa e dal Governo del Portogallo che si è
aperto oggi a Lisbona.
“Tutti i Paesi del mondo si stanno confrontando con le stesse
domande in questo momento: come governare l’Intelligenza
Artificiale in modo responsabile, come formare il personale
sanitario per utilizzarla in sicurezza e come garantire che sia
al servizio dei pazienti e non solo di coloro che possono
permettersi la tecnologia”, ha affermato il direttore
dell’Ufficio europeo dell’Oms Hans Henri P. Kluge.
I dati confermano che al momento i Paesi si stanno muovendo
in ordine sparso. Secondo l’Oms Europa, nel mondo, quasi due
terzi dei Paesi stanno già implementando l’Intelligenza
Artificiale nella diagnostica, eppure solo l’8% ha una strategia
specifica per l’Intelligenza Artificiale in ambito sanitario e
solo l’8% ha regole che definiscono chi è responsabile in caso
di malfunzionamento di un sistema di Intelligenza Artificiale.
Per l’Oms servono regole condivise, perché l’Intelligenza
Artificiale sta ormai diventando parte integrante delle modalità
di erogazione dell’assistenza sanitaria. “Le persone chiedono ai
chatbot informazioni sui loro sintomi prima ancora di parlare
con un medico. Questo è il motivo dell’urgenza. Regolamentare
l’Intelligenza Artificiale in ambito sanitario è difficile. Ma
non regolamentarla è peggio, se si considerano i danni subiti
dai pazienti, la perdita di fiducia e l’aumento delle
disuguaglianze”, conclude Kluge.
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