venerdì, 15 Maggio 2026
L’inquinamento può aumentare fino a 9 volte il rischio di congiuntivite

Non sono solo i pollini a mettere in
difficoltà gli occhi in primavera. A peggiorare la situazione
contribuiscono l’inquinamento atmosferico e l’esposizione al
fumo. È quanto emerge da una revisione sistematica pubblicata
sulla rivista Life, secondo cui i fattori ambientali hanno un
ruolo importante nella congiuntivite allergica. A spiegarlo è
l’Associazione Italiana Medici Oculisti.
La revisione ha incluso 29 studi su oltre 3 milioni di
visite ambulatoriali per congiuntivite allergica e conclude che
pollini e inquinanti sembrano agire spesso in modo sinergico nel
determinare o aggravare i sintomi oculari allergici. Tra i
principali responsabili vi sono particolato atmosferico, ossidi
di azoto e ozono.
In particolare, l’ozono è associato a un aumento dell’8% delle
visite ambulatoriali per congiuntivite allergica, mentre
l’esposizione alle polveri sottili (pm 2.5) è associata a un
rischio fino a 9 volte maggiore di congiuntivite allergica.
“Anche il fumo di tabacco – spiega Alessandra Balestrazzi,
presidente Aimo – influisce sulla superficie oculare, causando
prurito, arrossamento e irritazione fino alla
cherato-congiuntivite allergica. Così come aldeidi e radicali
liberi rilasciati dalle sigarette elettroniche possono alterare
la stabilità del film lacrimale e infiammare le cellule
superficiali della cornea”.
I sintomi allergici oculari più comuni sono rossore,
gonfiore e prurito, ma anche bruciore, lacrimazione e fastidio
alla luce. “È importante in questi casi – aggiunge Balestrazzi –
rivolgersi all’oculista, evitando il ricorso indiscriminato a
colliri antibiotici o cortisonici. Un’attenzione particolare va
riservata ai portatori di lenti a contatto e ai bambini”. Cinque
i consigli degli oculisti: non strofinare gli occhi, usare
occhiali da sole avvolgenti, passare meno tempo all’aperto
quando c’è molto polline, portare con sé colliri a base di
sostituti lacrimali con sostanze antinfiammatorie o colliri
antistaminici ed evitare il fai-da-te con rimedi improvvisati.
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