sabato, 5 Settembre 2026
L’estate che finì due volte, l’infanzia nella Sardegna di Matteo Incollu

“Sono felicissimo di essere in
concorso a Locarno e in particolare che il festival abbia preso
il film così com’è nella sezione Kids Screenings: ho cercato di
fare un film che potesse essere visto da entrambe le fasce di
età adulti e giovani e sono curioso di vedere le reazioni di
questi ultimi” a una storia che è popolata di fantasmi pur
essendo interpretata da attori tredicenni. E’ il regista Matteo
Incollu, sardo di Baunei dove è nato nel 1981, a presentare così ‘L’estate che fini’ due volte’, suo primo lungometraggio i cui
temi, racconta, nascono dalla sua infanzia trascorsa in lunghi
pomeriggi estivi a casa dei nonni. “Io sono nato in luoghi molto
vicini a quelli dove ho girato – racconta conversando con l’ANSA
– ovvero la zona della Marmilla, abbastanza centrale nell’isola
e dove non si vede mai il mare”. I protagonisti del film,
Alessandra e Matteo, trovano il loro mare in un piccolo lago
artificiale sul cui sfondo figura anche una diga, dove emerge
una barca che vogliono utilizzare e per cui finiscono per
litigare con una banda di ragazzini: da qui la sfida ad entrare
in una casa abbandonata e dalla fama ‘maledetta’. “Quando da
piccolo frequentavo quei posti ricordo che trasmettevano una
certa inquietudine e capitava tra ragazzini di lanciare sfide
dove si dovevano superare paure; sono tanti – sottolinea Incollu
– gli elementi della mia adolescenza che ho cercato di
ricostruire nel film”. A cominciare da una Sardegna estiva,
brulla , riarsa, con i campi dove è appena passato il trattore
spazzati dal vento che non ha nulla a che vedere con quella dal
mare azzurro e scintillante che siamo abituati a vedere. “C’è un
racconto di alcune zone dell’isola dove i paesi sono in via di
spopolamento; quella dei fantasmi è anche una metafora legata a
luoghi dove nascono sempre meno bambini, dove tante case sono in
stato di abbandono e la gente si traferisce in città; in quei
posti rimane però un magnetismo che comunica di vite vissute, di
antiche volontà, di case abbandonate; certo è una Sardegna poco
conosciuta quella che si vede nel film e che ho voluto
raccontare”. Alessandra, la giovane protagonista che nel film ha
11 anni (Ginevra Mascia), dopo l’incontro con gli ambienti
abbandonati della casa dove ha accettato di entrare, scopre di
poter vedere i morti. Il suo amico Matteo (Noé Frei Cruzinha)
prova fino alla fine a ‘mantenerla’ su un binario di razionalità
e non vuole seguirla. Lei mente al padre (Felice Montervino) che
la mette in guardia da certi luoghi. Come è stato lavorare con i
ragazzi con tematiche di questo tipo? “Nella mia carriera da
regista di cortometraggi ho lavorato tantissimo con i ragazzi e
quini mi piaceva l’idea di farlo anche passando al
lungometraggio: se si pensa che la ‘regola’ per i registi
giovani è di non lavorare con bambini, animali e barche io ho
contravvenuto in pieno perché questi tre elementi ce li ho messi
tutti” sorride. “Quello di Alessandra è innanzitutto un viaggio
dentro se stessa, lei insegue il ricordo della madre morta per
ragioni non chiarite e finisce per accettare questa perdita”.
Anche se unitamente a questo passaggio scatta “un elemento
controverso quasi da film di genere horror, dove l’immaginazione
della bambina si figura una madre che la vorrebbe tenere con se
in questa dimensione altra” anche se “la cattiveria della madre
è in realtà – spiega Incollu che è anche autore del film con
Sergio Pintore, Daryl Putzu, Stefano Cau – qualcosa di
simbolico”. Il suo amico Matteo incarna la razionalità che la
aiuta a uscire fuori da questo mondo dove la madre (Francesca
Spano) vorrebbe trattenerla. Il soprannaturale sarà ancora
presente nel secondo film di Incollu già in fase di sviluppo
sempre prodotto da Mommotty, la casa di produzione che Incollu
ha contribuito a fondare: “ho una passione per il genere che ho
espresso già in due corti in cui questa dimensione si incontra
con il territorio della Sardegna, entrambi elementi che mi
interessando molto. Il nuovo film sarà girato a Cagliari e sarà
sempre una storia di fantasmi anche se declinata – sottolinea il
regista – su un genere un pochino più comedy”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA





