Lecce: D’Aversa,contro Viola meno spettacolo e più punti

Un punto nelle ultime sei gare,
dieci punti nelle ultime diciassette (una vittoria e sette
pareggi). Il Lecce, nell’anticipo casalingo di domani sera
contro la Fiorentina, prova a invertire il trend negativo e
cerca di rilanciarsi in classifica. Roberto D’Aversa, tecnico
dei giallorossi, inquadra così la gara contro i viola: “Si
tratta di una formazione che può metterti in difficoltà in
qualsiasi momento – esordisce nella consueta conferenza della
vigilia -. Per alcuni aspetti possiamo risultare simili sotto il
profilo della voglia di giocare la palla, ma per contrastare le
loro qualità dobbiamo restare compatti e metterci tutta
l’intensità possibile per l’intera gara”.
    I risultati stentano a venire, nonostante le buone trame di
gioco offerte: “Possibile che a volte l’essere giovani porti ad
avere qualche difficoltà in più al momento di portare il
punteggio a casa – ammette D’Aversa -. E’ chiaro che però è
necessario migliorare sotto questo aspetto, anche perché i punti
cominciano a pesare e non possiamo sbagliare. A Genova abbiamo
giocato bene, ma dobbiamo essere più concentrati e determinati
con il lavoro settimanale. Vorrei meno spettacolo, ma fare
punti. Di complimenti ne abbiamo avuti abbastanza, ora è
importante che le prestazioni portino più punti: questa è
l’unica cosa che ci sta mancando in questo momento, cioè
raccogliere quanto seminato”.
    In chiave formazione è scontata l’assenza a centrocampo di
Ramadani, appiedato per un turno dal giudice sportivo: “Per la
sua la sostituzione ho sempre considerato molto in quel ruolo
Alexis Blin – spiega l’allenatore – giocherà lui che ha sempre
dimostrato di essere sul pezzo ogni qualvolta chiamato in
causa”. Poi si riserva ancora qualche altro scelta da compiere: “Ad oggi ho ancora due o tre dubbi – prosegue D’Aversa -. Ho il
rispetto per i ragazzi che mi porta a valutarli sempre tutti e
ho sedici slot da utilizzare per dare possibilità a tutti di
giocare. Per una serie di fattori, i più importanti sono quelli
che giocano meno”.
   

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