L’alleanza inedita tra microbioma e farmaci anti-tumori

Una su tre. Nell’arco della vita, una donna su tre riceverà una diagnosi di cancro al seno. Ogni anno, i nuovi casi sono più di 50 mila (53 mila secondo gli ultimi dati del 2019). Ma, diciamolo subito, è un tipo di tumore curabile, a patto che la diagnosi sia tempestiva. E anche le terapie oggi sono sempre più efficaci e personalizzate.

È in questo contesto di trattamenti mirati che si inserisce una scoperta dal gruppo di Elda Tagliabue, responsabile S.S.D. Bersagli Molecolari all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Lo studio , finanziato dalla Fondazione Airc, ha dimostrato che il microbiota intestinale, ossia l’insieme dei batteri che vivono nel nostro intestino, è in grado di influire sull’efficacia di un farmaco biologico contro il cancro alla mammella; per la precisione, l’anticorpo monoclonale trastuzumab, il trattamento d’elezione per le donne che hanno un cancro HER2 positivo, in quanto in grado di riconoscere la proteina HER2, presente sulle cellule cancerose al seno e responsabile della loro rapida crescita.

Questo biofarmaco ha rappresentato una svolta nella cura ma, racconta Tagliabue a Panorama, «a parità di espressione di questa molecola da parte delle cellule maligne, non tutte le pazienti traggono lo stesso beneficio dal trastuzumab, alcune addirittura non rispondono al trattamento».Nei loro studi, i ricercatori dell’Istituto dei Tumori milanese hanno indagato la relazione tra il microbiota intestinale e la terapia. «In questi ultimi anni ci siamo concentrati sul paziente, per capire che cosa potesse favorire od ostacolare il beneficio terapeutico del trastuzumab» precisa Tagliabue.

Una delle funzioni del microbiota intestinale è regolare l’attività delle difese immunitarie di una persona, e questo anticorpo monoclonale, per agire pienamente ed eliminare le cellule tumorali, ha anche bisogno del sostegno del sistema immunitario. «Ci siamo chiesti se l’insieme dei batteri che vive in simbiosi con il nostro organismo potesse avere un ruolo nell’efficacia del trastuzumab» spiega la ricercatrice.

«Abbiamo indagato questa ipotesi prima su modelli animali, topi con tumori alla mammella che esprimevano il recettore HER2 e quindi ricalcavano la malattia umana. Li abbiamo trattati con antibiotici che modificano la flora intestinale, e abbiamo visto che variando l’ecosistema intestinale diminuiva la capacità dell’anticorpo monoclonale di inibire la crescita del tumore».In altre parole: se la flora intestinale perde il suo equilibrio ottimale, il farmaco d’elezione funziona meno bene. Non solo: quei batteri che, nei topi, hanno mostrato una relazione con l’efficacia del trastuzumab sono anche quelli che contraddistinguono le donne che rispondono meglio alla terapia con l’anticorpo monoclonale da quelle che non rispondono. «Una conferma importante della nostra analisi è che, trapiantando i batteri di donne “non responsive” alla terapia nei topi con quel tipo di tumore, quest’ultimi non reagivano più alla cura» aggiunge Tagliabue.I

l prossimo passo, già per altro intrapreso, è reclutare un altro gruppo di donne con tumore al seno HER2 positivo e lo stesso trattamento terapeutico, per validare i risultati dello studio. E definire i batteri da usare a supporto nella terapia. «In generale sappiamo che sono quelli che risultano associati ad una dieta arricchita in fibre » precisa Tagliabue. «Ma abbiamo comunque bisogno di verificare questi risultati. Nel frattempo, stiamo studiando negli animali un aumentato apporto di fibre attraverso la dieta o con prebiotici per aumentare l’efficacia del farmaco».

L’AZALEA DELLA RICERCA

Domenica 9 maggio, in occasione della festa della Mamma (e compatibilmente con le indicazioni delle autorità sanitarie), i volontari AIRC tornano nelle piazze per distribuire l’Azalea della Ricerca a fronte di una donazione di 15 euro. Oltre all’azalea, sarà anche offerta una speciale Guida con informazioni su prevenzione, cura dei tumori e alcune facili ricette. E possibile ricevere l’azalea direttamente a casa ordinandola su Amazon.it. Tutti gli aggiornamenti sulla distribuzione su: lafestadellamamma.it.

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