La sanità dimenticata è l’ultimo fallimento di Speranza nel Sostegni Bis

Ultime rifiniture per il Sostegni bis che giovedì dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri. Nel testo definitivo ci dovrebbero essere oltre agli stanziamenti a fondo perduto per le imprese anche nuove risorse in campo sanitario e in particolare per tutte le altre malattie che esulano dal Covid.

“Con i primi risultati raggiunti nel contenimento del Covid, possiamo ora rafforzare ancora di più gli investimenti su tutte le altre patologie e favorire lo scorrimento delle liste d’attesa dei nostri servizi sanitari. Per questo, nel decreto sostegni bis, recuperiamo circa 500 milioni per accelerare interventi, visite e screening non effettuati nei mesi più difficili della pandemia”, scrive su Facebook, il ministro della Salute Roberto Speranza.

Una misura che ancora una volta arriva tardi e con uno stanziamento ridicolo (economicamente parlando) se si pensa a tutte le patologie non Covid, anche di grave entità, che sono state messe da parte per più di un anno da migliaia e migliaia di persone. E questo perché l’Italia non era pronta ad affrontare la pandemia e il suo sistema sanitario non aveva abbastanza personale per sostenere l’enorme ondata di contagiati.

Per cercare di curare tutti i malati Covid le strutture ospedaliere hanno dunque dovuto sospendere le visite specialiste e di controllo che per molti pazienti con patologie come il cancro sono di vitale importanza. Anche perché (per loro sfortuna) nell’anno e mezzo perso, la loro malattia non si è fermata. Adesso dunque si cerca di tamponare una situazione quasi compromessa annunciando di voler stanziare 500 milioni di euro nel decreto Sostegni bis. Ad accompagnare questa misura ci sarebbero anche altri 20 milioni di euro da destinare per il reclutamento straordinario sul territorio di psicologici. “Con queste risorse, Asl e altri enti del servizio sanitario nazionale potranno rafforzare i servizi di assistenza psicologica per bambini e adolescenti che abbiano sviluppato forme di disagio e malessere psicologico e per fornire prestazioni psicologiche, anche domiciliari, a cittadini e operatori sanitari. Si tratta esattamente di quello che avevamo chiesto al Senato”, spiega il presidente dei senatori del Pd, Simona Malpezzi.

Passando oltre all’universo salute nel Sostegni bis è stato anche affrontato il tema del lavoro. E su questo Andrea Orlando, Ministro del Lavoro ha spiegato come rientrerà anche: “un intervento per evitare il decalage della Naspi e quindi che ci sia una decrescita dell’indennità di disoccupazione e, inoltre, un intervento che prolunga la cassa per cessazione di attività”. Ma non solo perché il capogruppo del Pd in commissione Lavoro, Antonio Viscomi, ricorda anche le proposte per la cassa integrazione per il comparto turismo e commercio e il contratto di rioccupazione. “Insomma, si tratta di misure che possono incidere positivamente per la ripresa del mercato del lavoro e che raccolgono le aspettative delle parti sociali. Per ripartire abbiamo bisogno di rafforzare il dialogo sociale tra le parti e di iniziare ad immaginare soluzioni differenti per rispondere alle esigenze di un mercato del lavoro sempre più complesso”, conclude il capogruppo Pd. Sempre lato lavoro il Ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, intervenendo alla presentazione di un rapporto di Fipe Confcommercio ha detto di aver chiesto “un fondo per tutte quelle attività che il decreto tiene ancora chiuse: penso alle sale da ballo o alle sale da gioco. Il fondo sarà gestito da Mise e Mef”. E ha l’obiettivo di aiutare tutti quei settori che non possono “rimanere legati alla riduzione del fatturato del 30%”.

E infine arriviamo al capito ristori. Questi viaggerebbero su tre binari. Le prime due cubano 14 miliardi di euro e la terza quattro miliardi. Ma procediamo con ordine. Un primo modo per ottenere il contributo a fondo perduto è in modo automatico, cioè senza inoltrare nessuna richiesta. E dunque se lo si è chiesto e ottenuto in precedenza in modo legittimo non si dovrà fare niente. Da ricordare che in questo caso l’arco temporale considerato è il 2019 sul 2020. Nel secondo caso si dovrà invece fare domanda ma il periodo considerato varia. E infatti si andranno a vagliare le perdite di fatturato (almeno il 30%) dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 rispetto al 1° aprile 2019 e il 31 marzo 2020. E infine l’ultima opzione si basa sul risultato d’esercizio. Anche in questo caso si dovrà fare domanda e il ristoro terrà conto delle effettive perdite mostrate a bilancio dalla società richiedente. Sembrerebbe infine confermato anche lo slittamento delle cartelle fiscali a luglio e uno stanziamento da 600 milioni da destinare ai comuni per lo “sconto” Tari previsto nel Sostegni bis.

.

Leggi su panorama.it