La Danimarca ferma migranti e profughi. Che saranno sulle spalle nostre

Ma che bella la Danimarca, patria della modernità, dell’uguaglianza; paese che ha nello Stato Sociale il suo fiore all’occhiello; dove gli asili sono gratis, dove ci sono mega assegni per i neo genitori, dove i ragazzi vengono aiutati nello studio e nell’inserimento nel mondo del lavoro, dove donne, uomini, maschi, femmine, transgender, omosessuali sono tutti uguali. E noi a guardare a quella penisola con ammirazione ed invidia…

Bene. La meravigliosa Danimarca ieri ha approvato una legge (70 voti favorevoli, 24 contrari, una larga maggioranza, mica una cosa striminzita) secondo cui “le domande di asilo o di altre forme di protezione internazionale vengano esaminate in centri che si trovano fuori dal territorio nazionale, in un Paese Terzo (ancora misterioso) il quale si dovrà fare carico di accogliere i richiedenti asilo anche una volta che la loro domanda sarà accettata, e di espellere i migranti che invece avranno vista respinta la loro richiesta”.

Traduciamo per chi non avesse capito bene o stia facendo finta…

In Danimarca i migranti non possono entrare e non solo i clandestini, pure chi chiede ed ha diritto allo stato di rifugiato magari perché in fuga dalla guerra o perseguitato. Frontiere chiuse, stop. Roba che se Salvini l’avesse solo proposta sarebbero partite campagne di indignazione mai viste prima.

Ma la cosa più grave di questa legge è un’altra e ci riguarda molto da vicino. La gestione delle persone (con tutti i problemi connessi) spetta ad un paese terzo, paese dove dovrebbero essere formati questi nuovi centri d’accoglienza ove attendere l’esame della propria domanda. L’idea del parlamento scandinavo è di creare questi luoghi in Ruanda, Egitto, Eritrea. Ipotesi irrealizzabili… La realtà indovinate un po’ quale sarà? Che ce li dovremo sorbire noi, da soli.

Oggi l’Europa, a parole, si dice pronta alla collaborazione per la gestione dei migranti; si fanno vertici, si firmano trattati poi però, i problemi, le lentezze rimangono. Capite bene come, se dalla Danimarca questa normativa dovesse essere copiata da altre nazioni, per noi sarebbe la fine, il disastro. Soli e con certificazione politica europea.

A Bruxelles si dicono preoccupati per questa legge che “mina i fondamenti del sistema internazionale di protezione dei profughi”. E se sono preoccupati loro, figuratevi noi

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