Inter e Juve per il riscatto, Napoli e Atalanta sognano

L’esperienza non manca, e anche a questa si affidano Max Allegri e Simone Inzaghi, sulla graticola per il ruolino deficitario di Juve e Inter. Ora il riavvio del campionato misurerà la reazione delle due big in difficoltà e la capacità dei tecnici di raddrizzare la rotta. Facile, sulla carta, la partenza dei bianconeri, col Bologna, ardua quella dei nerazzurri che ricevono la Roma dell’amato ex Mourinho, che resterà in tribuna per squalifica. La sosta sedimenta le speranze di Napoli, Atalanta e Udinese, protagoniste del primo spicchio di campionato. Ora ci sarà una full immersion fino al mondiale in Qatar, con otto turni di campionato e quattro di coppe. La sosta delle nazionali ha giovato a poche squadre e ha complicato il lavoro di altre.
    Tanti gli infortuni: tra questi, Maignan, Tonali, Theo Hernandez, Immobile, Demiral, Koopmeiners, Politano, Pellegrini, oltre ai lungodegenti sparsi in tante rose. Per leggere in maniera meno empirica la classifica attuale è utile equipararla a quella dello scorso anno. L’exploit del Napoli e la crisi della Juve assumono una dimensione diversa. Spalletti, che guida la graduatoria, ha 4 punti in meno rispetto al 2021 (fino all’ottavo turno aveva fatto l’en plein) mentre la marcia di Allegri ricalca l’altra (1 punto in meno). A cambiare radicalmente passo sono state Udinese (+8) e Atalanta (+6), meglio sono andate Lazio (+3) e Torino (+2). Fanalini di coda con -5 sono, oltre al Bologna, anche Inter e Milan. Male anche Fiorentina (-3) e Roma (-2). La posizione di Inter e Juve (che ha anche i conti 2021 in rosso per 254 mln) è complicata dalla Champions. Se i 2 e 4 punti dal quarto posto non sembrano difficili da recuperare, in Europa la situazione è diversa. La Juve ha perso due volte, e non basta vincere a Lisbona per sperare nel secondo posto. L’Inter, che aveva il girone più ostico, deve fare l’impresa nelle due prossime gare col lanciato Barca di Lewandowski, a meno di un crollo del Bayern, che in Bundesliga stenta. Del Milan si parla meno, ma i campioni, pur guidando il girone, hanno due impegni col Chelsea in crisi, ma che ha le potenzialità per riscattarsi. Marcia spedito il Napoli che ha umiliato il Liverpool e si avvia a vincere il girone. Un cammino in salita aspetta anche Roma e Lazio in Europa League, mentre in Conference la Fiorentina è messa anche peggio. Gestire campionato e coppe si sta dimostrando complicato tanto è vero che eccellono due squadre che non sono in Europa, la rediviva Atalanta di Gasperini, giovane e che ha cambiato pelle, e la sorprendente Udinese di Sottil, che ha le potenzialità per proseguire la sua corsa d’alta classifica. Solo il Napoli riesce a giostrarsi bene tra tanti impegni grazie alla rosa di Spalletti, potenziata dagli innesti di Raspadori e Simeone (in attesa dei progressi di Dembelè) e con la geniale intuizione del centrocampo Anguissa-Zielinski-Lobotka. L’unico dubbio riguarda la tenuta della squadra, attardatasi l’anno scorso dopo un inizio straordinario. L’Inter spera nel recupero di Lukaku, ma deve attrezzare meglio la fase difensiva. La Juve, in attesa di Pogba e Chiesa, aspetta il ritorno al gol di Vlahovic: 12 gare, tra campionato e Coppa, che possono decidere anche il futuro di Allegri. La Roma deve trasformare in gol le tante occasioni che crea, la Lazio deve mantenere costante la sua concentrazione e deve dipendere meno dai gol di Immobile.
    In zona retrocessione Monza e Lecce hanno dato segni di ripresa mentre è ancora modesto il rendimento della Cremonese, che a volte gioca bene ma raccoglie le briciole. A rischiare tanto è la Sampdoria che non può giustificare più i risultati deludenti con l’alibi della vendita societaria. Anche Verona e Bologna devono svegliarsi, altrimenti rischiano di restare coinvolti fino alla fine nella lotta per la salvezza.
   

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