martedì, 16 Giugno 2026
In Italia i farmaci biosimilari superano i biologici originali

Nel panorama europeo il settore
italiano dei farmaci biosimilari – meno costosi ma ‘simili’ per
qualità, efficacia e sicurezza ai farmaci biologici di
riferimento – è caratterizzato da vitalità: nel 2024, infatti,
per la prima volta, le 20 molecole biosimilari in commercio
hanno assorbito il 51,2% dei consumi nazionali, anche se si è
registrata una leggera flessione dei consumi (- 0,2% rispetto ai
dodici mesi precedenti). E se sono ben 10 le molecole che hanno
sorpassato nelle vendite il biologico originatore, avendo
superando oltre il 70% del consumo per molecola (primo in
classifica Bevacizumab, i cui biosimilari in commercio hanno
assorbito il 99,13% del mercato della molecola a volumi), è
anche vero che i consumi restano a macchia di leopardo, con
notevoli differenze regionali. Sono i dati emersi al convegno
annuale dell’Italian biosimilar group (Ibg) di Egualia tenutosi
a Roma.
Prime nel consumo sono le Marche con una quota del 69,9%, la
Liguria con quasi il 67%, la Valle d’Aosta e il Piemonte con una
quota di biosimilari pari al 65,3% rispetto al mercato delle
molecole di riferimento. Seguono Umbria (63%), Sicilia (61%) e
Toscana (60%), mentre in fondo alla classifica, con percentuali
nettamente più basse, ci sono Calabria (39,7%), Lombardia
(35,8%) e Sardegna (34,2%).
“Nonostante il crescente ricorso ai biosimilari nel corso
dell’ultima decade si osserva ancora in parte un sottoutilizzo
di tali farmaci specialmente in alcune aree terapeutiche e in
alcune Regioni”, ha osservato Gianluca Trifirò, ordinario di
farmacologia all’università di Verona, intervenuto al convegno.
“Da attenzionare anche i molteplici switch (i passaggi da un
farmaco all’altro) tra originator e biosimilari e tra differenti
biosimilari della stessa molecola tra cui spicca quel 10% dei
pazienti che switchano da originator a biosimilare per poi
tornare all’originator, fenomeno dettato probabilmente da una
non piena consapevolezza sui prodotti da parte dei pazienti”, ha
aggiunto Trifirò, annunciando che dubbi e criticità saranno
disaminati con nuovi studi.
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