Il pianto di Tamberi, ‘ma ai Giochi di Parigi ci sarò’

Il tempo fortunatamente non gli manca, ma per ‘Gimbo’ Tamberi il percorso di avvicinamento all’Olimpiade di Parigi, dove sogna di diventare il primo specialista dell’alto a vincere l’oro in due edizioni dei Giochi, non sarà certo facile.

Ieri il campione di Tokyo 2020 era stato costretto a disertare la gara del World Continental Tour di Szekesfehervar, in Ungheria, oggi si è sottoposto a esami medici, risonanza compresa, il cui risultato non mette in dubbio la presenza di ‘Gimbo’ ai Giochi (dove sarà anche uno dei due portabandiera dell’Italia nella cerimonia di apertura) ma ne compromette la preparazione.

Ciò perché Tamberi, come spiega lui stesso via social, vede “in pericolo tutte le gare di avvicinamento che mi avrebbero aiutato a raggiungere il miglior stato di forma quel giorno”. Il riferimento è ovviamente a sabato 10 agosto, quando si disputerà, dalle 19.10, la finale del salto in alto di Parigi 2024.

Le qualificazioni sono invece in programma nella mattinata di mercoledì 7 agosto, quindi in ogni caso c’è tempo anche se Tamberi non nasconde i propri timori dovendosi misurare con avversari molto agguerriti, primo fra tutti l’amico Mutaz Barsahim. “Non mi vergogno a dirlo, ho pianto 3 volte nelle ultime 24 ore – scrive su Instagram il campione olimpico, mondiale ed europeo -… probabilmente per la tensione, probabilmente per la paura e forse anche perché in parte tutto questo l’ho già vissuto. Mi viene da piangere anche ora mentre scrivo, mi distrugge l’idea di poter compromettere il mio percorso verso quello per cui ho lavorato così tanto”. Poi il responso degli esami: “fortunatamente sono state escluse lesioni muscolari, ma la risonanza evidenzia un’importante zona edematosa del bicipite femorale probabilmente dovuta ad una piccola lesione miofasciale (la membrana che ricopre il muscolo).

I tempi di recupero dovrebbero essere in teoria piuttosto rapidi ma sicuramente dovrò sottopormi ad una settimana di terapie intensive e allenamenti differenziati. Non sono in pericolo le Olimpiadi come tempi ma tutte le gare di avvicinamento che mi avrebbero aiutato a raggiungere il miglior stato di forma quel giorno, sì”. Insomma, sarà dura ma la sorte non ha mai fatto ‘sconti’ a Tamberi, che questa volta aveva sognato “un percorso senza problemi, e per la prima volta nella mia vita questo stava per accadere”. Invece si ritrova “sdraiato in un letto con mille dubbi e paure”. Ma non fa certo parte della sua natura il concetto di mollare, anche se prima di Rio 2016 è stato costretto a farlo. “Nessuno nella storia ha mai coronato il sogno di vincere due medaglie d’oro in questo dannato sport – scrive ‘Gimbo’ – e vi giuro che io, nonostante questo stop, continuerò a fare di tutto per essere il primo nel riuscirci. Non sarà facile, lo so… ma obiettivamente mi chiedo: cosa è stato facile nella mia carriera? Giuro, non finisce qui!”. Se lo augura chiunque abbia a cuore le sorti dello sport italiano, Tamberi è un simbolo e la scelta di farlo anche portabandiera non è stata fatta certo a caso.

   

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