Il lato nascosto della Formula 1, dove nascono le immagini e il brivido della corsa

Il primo impatto dall’esterno è disorientante perché ci si trova innanzi una sorta di bunker dipinto di nero la cui compattezza è violata soltanto dal fascio di luce che si intravede nel piano superiore. A rompere l’incantesimo e svelare la singolarità del luogo, sorto accanto all’ex base aeroportuale della Royal Air Force di Biggin Hill oggi utilizzata per l’addestramento al volo e punto d’approdo per i jet privati, è l’accoppiata tra singola lettera e singolo numero più popolare del mondo sportivo: la Formula 1. Non ci sono tracciati né monoposto, eppure è qui che passa tutto ciò che riguarda il più seguito tra i motorsport, una passione che accomuna 1,5 miliardi di fan. Cifra straordinaria, come fuori dall’ordinario è la concentrazione di tecnologia all’interno del Media & Technology Centre, che si trova in un lembo di terra altrimenti anonimo nelle campagne a sud-ovest di Londra, distante poco più di 20 km.

Per capire l’incidenza del luogo sul successo della Formula 1, basta sapere che qui sono prodotte e gestite tutte le immagini che arrivano sugli schermi televisivi degli spettatori distribuiti in 180 tra Paesi e territori: sorpassi, accelerazioni, curve e duelli, ma anche grafiche, conversazioni radio, banner pubblicitari, vip nel paddock e i tifosi che riempiono le tribune, ogni fotogramma è analizzato e ripulito nel centro operativo, dove si opera con una latenza di circa 200 millisecondi rispetto a quanto avviene in pista, mentre le immagini arrivano poi sui televisori degli appassionati con un ‘ritardo’ di circa 6 secondi. In questo lasso di tempo è condensata l’attività delle circa 110 persone presenti nel centro operativo, dove i tempi strettissimi per decidere quali contenuti trasmettere dopo averli elaborati tutti, senza possibilità di errore, fa scorrere fiumi di adrenalina tra le varie stanze dei bottoni. “In una struttura così complicata, dove ci sono novità da implementare durante ogni settimana, è determinante la qualità del team e noi siamo fortunati, perché abbiamo tanti grandi talenti in squadra. L’altro aspetto importante è il modo in cui si lavora, perché se da una parte serve sempre grande attenzione ed è impossibile annoiarsi, dall’altro lato c’è un clima familiare che aiuta a dare il meglio e risolvere eventuali intoppi”, dichiara a Panorama Chris Roberts, responsabile dell’infrastruttura IT.

Al pari delle produzioni messe in piedi per la finale di Champions League e ancor più per un’edizione dei Giochi Olimpici, Il centro Media & Tech della Formula 1 è all’avanguardia per le innovazioni tecnologiche, solo che l’obiettivo non è rivolto a un singolo evento, bensì a una stagione che prevede 24 Gran Premi – il campionato 2024 parte il 2 marzo in Bahrain – più i test prima del via e le settimane invernali senza vetture in pista che sono utili per provare nuove funzionalità e affinare le molteplici operazioni da eseguire durante i weekend di gara. In sostanza, non ci sono pause anche se lavorare da remoto resta un’opzione vantaggiosa per tanti addetti ai lavori sfiancati dal continuo peregrinare in giro per il mondo per più di nove mesi. Forse è anche per questo che nel centro di Biggin Hill abbiamo intercettato diversi volti femminili davanti alle pile di schermi che permettono di monitorare ciò che succede in pista e nei box.

Media & Technology Centre – Formula 1

La necessità di maggiore flessibilità e la possibilità di ridurre spese e impronta ecologica per il trasporto di oltre 300 persone e delle ingombranti attrezzature ha convinto la Formula 1 a creare un hub per lavorare da remoto – intuizione accelerata dal coronavirus – distribuendo l’organico tra Biggin Hill (140 persone) e il team presente in loco (circa 160 addetti), che arriva a destinazione una settimana prima della gara. A quest’ultimo gruppo è deputata l’installazione dell’Event Technical Center, punto di raccordo tra tracciato e centro operativo in quel di Londra, oltre che curare la distribuzione di telecamere e microfoni a bordo pista, sulle monoposto e in altri punti nevralgici dell’autodromo. Più delle parole sono alcune cifre a sintetizzare la mole di lavoro necessaria per far girare la macchina a pieno regime: nel GP di Las Vegas dell’anno scorso, che ha segnato il debutto del circuito del Nevada, sono stati 147 i microfoni utilizzati per trasportare virtualmente gli spettatori sull’asfalto bollente, mentre la quantità di dati trasferiti nei tre giorni di gara supera i 500 terabyte.

A consentire di eseguire le operazioni in maniera rapida ed efficiente al Media & Technology Centre e a chi lavora in pista sono le tecnologie di Lenovo, che replicando in parte quanto creato con Ducati Corse in MotoGp, ha stretto una partnership con la Formula 1 mirata a dimostrare “la forza e l’efficacia delle soluzioni e dei dispositivi che mettiamo a loro disposizione”, come sintetizzato da Lara Rodini, direttrice a livello globale della attività e sponsorizzazioni di Lenovo. La presenza di un hub che opera a distanza ha il vantaggio di ridurre l’usura di apparecchiature costrette altrimenti a continui sbalzi di temperatura (dalle fredde celle aeree al calore dell’asfalto) e ciò consente alla compagnia cino-americana e alla Formula 1 di apportare novità e ampliare il set di strumenti da sfruttare per migliorare il prodotto e coinvolgere i tifosi. Oltre a server e soluzioni di calcolo ad alte prestazioni, nel centro operativo oltre che sui tracciati ci sono un numero indefinito di computer, monitor e smartphone Motorola (brand di proprietà Lenovo), il primo produttore al mondo di pc fornisce anche visori per la realtà virtuale ed è al lavoro per riuscire a offrire ai fan l’opportunità di sfidare Hamilton, Verstappen e Leclerc in un duello a distanza che unisca le monoposto in pista con chi è a migliaia di chilometri di distanza. “È solo questione di tempo e ci arriveremo”, ha detto in proposito Roberts.

Nel frattempo nell’hub di Biggin Hill c’è tanto da fare, perché la prima regola è non tralasciare nulla di quanto riprendono le centinaia di occhi elettronici. Il monitoraggio avviene nella Media Control Room, la stanza più grande della struttura dove si mescolano una trentina di grandi schermi e cinque file con decine di postazioni ciascuna: una sequenza continua di schermi e tastiere in cui la suddivisione delle mansioni porta il responsabile a dover scegliere in pochi attimi quale sia il contenuto più rilevante che merita di finire sui televisori degli spettatori sparsi nel mondo. La velocità con cui si svolge un Gran Premio fa convivere con la pressione chiunque metta piede nel centro operativo. È la prima cosa che imparano gli addetti al World Feed Audio Booth, minuscola stanza ricolma di monitor di ogni taglia e forma in cui si ascoltano i dialoghi dei piloti con il team ai box. La difficoltà per chi ha un orecchio allenato non è tanto comprendere le parole pronunciate, spesso peraltro in codice per non dare vantaggi ai rivali poiché le conversazioni sono aperte a tutti i team, ma valutare e selezionare gli scambi più interessanti ai fini della gara, quando ci si trova a poter ascoltare cinque-sei o più comunicazioni in contemporanea.

La popolarità della Formula 1 significa anche poter scegliere le società con cui finalizzare partnership e sponsorizzazioni. Oltre ai principali brand che griffano dall’inizio alla fine la stagione, ci sono un lungo elenco di aziende a caccia di visibilità per una o più gare. Con lo spazio fisico che risulta insufficiente per accontentare tutti, il centro di Biggin Hill sfrutta la realtà aumentata per mostrare sugli schermi degli appassionati loghi e claim. La volontà di sperimentare nuove tecnologie è un altro aspetto che caratterizza il centro londinese, che per la stagione al via ha completato il nuovo studio in cui saranno prodotte le trasmissioni per l’app ufficiale della Formula 1, con il ricorso a soluzioni di realtà virtuale e realtà aumentata che arricchiranno i contenuti disponibili per i fan. Alla fine della visita e dopo una sfilza di numeri da capogiro ce n’è solo uno che, su specifica richiesta, non abbiamo avuto: quanto costa all’anno il Media & Technology Centre? Forse tanto ma sicuramente niente in confronto ai 2,5 miliardi di dollari fatturati dalla Formula 1 nel 2022. E pur se ancora non comunicate, il 2023 ha registrato numeri in aumento.

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