domenica, 8 Febbraio 2026
Hiv, sviluppato un candidato vaccino che attiva le difese dopo una dose

Sviluppato un candidato vaccino
contro l’Hiv che ottiene un risultato mai osservato prima in
questo campo: l’induzione di anticorpi neutralizzanti contro
l’Hiv dopo una singola dose, nei primi test condotti su primati
non umani. L’approccio innovativo, pubblicato su Nature
Immunology, potrebbe abbreviare e semplificare
significativamente i protocolli di vaccinazione contro l’Hiv,
rendendoli più accessibili in tutto il mondo.
La ricerca, guidata da Amelia Escolano, Ph presso il Vaccine
and Immunotherapy Center del Wistar, si concentra su una
proteina dell’involucro dell’Hiv ingegnerizzata, Win332.
“Abbiamo ottenuto una bassa neutralizzazione dopo una singola
immunizzazione, che è ulteriormente aumentata dopo un ulteriore
richiamo, un risultato mai osservato prima”, afferma Escolano.
“Di solito, i protocolli di vaccinazione contro l’Hiv richiedono
sette, otto o persino dieci iniezioni per iniziare a vedere una
neutralizzazione. Per il nostro immunogeno, Win332, abbiamo
iniettato una volta e abbiamo già visto una certa
neutralizzazione” del virus.
Per anni, gli scienziati che hanno tentato di progettare
vaccini contro l’Hiv si sono concentrati sul targeting della
proteina dell’involucro del virus, un componente dello strato
più esterno del virus. Il team di Escolano ha progettato una
regione specifica della proteina dell’involucro, chiamata
epitopo V3-glicano. Il team ha creato una versione modificata di
questa proteina antigenica, arrivando a creare Win332 Una singola iniezione di Win332 ha indotto una
neutralizzazione bassa ma rilevabile contro l’Hiv in sole tre
settimane, un lasso di tempo senza precedenti. Quando i
ricercatori hanno somministrato una seconda iniezione, i livelli
di neutralizzazione sono aumentati significativamente. “Se
questo approccio si rivelasse efficace, potremmo potenzialmente
raggiungere l’immunità desiderata con sole tre iniezioni –
sostiene Ignacio Relano-Rodriguez, primo autore dello studio.
Ciò renderebbe i protocolli vaccinali più brevi e accessibili”.
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