lunedì, 11 Maggio 2026
Hantavirus, rischio per polmoni e reni ma il pericolo è limitato

Viene trasmesso all’uomo principalmente attraverso il contatto con roditori infetti o con i loro escrementi e può causare infezioni gravi come la febbre emorragica con sindrome renale o la sindrome polmonare, ma l’Hantavirus – un cui sospetto focolaio è stato isolato sulla nave da crociera mv Hondius, ancorata al largo delle coste di Capo Verde, dove si sono verificati tre decessi – presenta un basso rischio per la popolazione generale. L’Organizzazione mondiale della sanità e la comunità scientifica invitano alla calma, evidenziando come questa famiglia di virus non sia collegabile ad un rischio pandemia dal momento che la trasmissione interumana è molto rara. Tuttavia, resta l’invito ad un costante monitoraggio della situazione.
“Il rischio per la popolazione in generale rimane basso. Non c’è bisogno di panico o di restrizioni di viaggio”, ha affermato il direttore generale dell’Oms Europa Hans Kluge, aggiungendo che le infezioni da Hantavirus sono “rare e solitamente legate all’esposizione a roditori infetti”. Sulla stessa linea medici e infettivologi. Secondo Enrico Di Rosa, presidente della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) si tratta di eventi rari nei Paesi europei: “Le infezioni da Hantavirus possono causare sindromi anche gravi a carico di reni e polmoni, ma allo stato attuale non vi sono motivi di particolare preoccupazione per la popolazione generale. La trasmissione interumana è estremamente rara. Tuttavia – spiega – episodi come questo richiamano l’importanza di mantenere alta l’attenzione nei confronti delle malattie infettive. In un mondo globalizzato, dove persone e merci si muovono rapidamente, i patogeni non conoscono confini e richiedono sistemi di sorveglianza e prevenzione sempre vigili ed efficaci, solo attraverso reti di sorveglianza integrate, collaborazione internazionale e costante aggiornamento scientifico è possibile garantire la sicurezza sanitaria e prevenire l’insorgenza di nuove emergenze”.
Invita a “tenere la guardia alta, ma senza allarmismi ingiustificati” anche la presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), Cristina Mussini. Si tratta di tipi di virus che “conosciamo abbastanza bene: sono presenti da anni nei Paesi balcanici e piuttosto frequenti in Serbia e in Bosnia. Ma non ci sono mai stati casi autoctoni nel nostro Paese”, precisa. Ma anche se la trasmissione interumana dell’Hantavirus è estremamente rara, la situazione “va tenuta sotto controllo – aggiunge – ed è fondamentale l’indagine epidemiologica per chiarire la dinamica dei casi che si sono verificati a bordo della nave da crociera”. Attenzione alta dunque, ma chiarendo, conclude Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università Statale di Milano, che l’Hantavirus “è un’infezione rara in Europa e non ha caratteristiche pandemiche, perché non si trasmette facilmente da persona a persona”.
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