Gianni Minà, con l’archivio un tesoro per i giovani

Lo straordinario materiale inedito
(“due magazzini pieni”) realizzato dal giornalista intorno al
mondo negli ultimi 20 anni sarà tra i tesori, fra filmati,
documentazione, servizi, foto, registrazioni e articoli
dell’Archivio Gianni Minà, piattaforma al debutto online, dalle
Pantere Nere a Gabriel Garcia Marquez, dal Social Forum Mundial
di Porto Alegre a una straordinaria galleria di personaggi (con
fra gli altri, Muhammad Ali, Fidel Castro, Joan Baez, Maradona,
Fellini) che diventa operativa a un anno dalla scomparsa del
grande cronista e intervistatore.
    A portare avanti il progetto (presentato nella giornata con
un incontro alla Casa del Cinema), iniziato due anni fa (“Gianni
ha sempre voluto che quelle testimonianze arrivassero al
pubblico”) è la vedova di Minà, Loredana Macchietti, insieme
alle tre figlie del giornalista: Marianna, nata dal primo
matrimonio, Francesca Emilia e Paola Emilia. Si è potuto
realizzare anche grazie al supporto di 704 donatori, attraverso
la campagna di crowdfunding su @produzionidalbasso. L’archivio, creato con la collaborazione di Archivissima, il
primo festival dedicato alla promozione e alla valorizzazione
dei patrimoni archivistici, “ci restituisce delle capsule di
storia che parlano a voce alta anche all”oggi – dice all’ANSA
Loredana Macchietti -. In tutto questo materiale mi sono immersa
come un minatore e anch’io sono rimasta sorpresa da tutto quello
che ho trovato, dalla capacità di Gianni di arrivare dovunque,
di riuscire a parlare con chiunque”.
    L’archivio, che sarà consultabile su richiesta, è rivolto
principalmente a studenti, docenti, ricercatori e giovani
giornalisti: “È stato realizzato soprattutto pensando ai
ragazzi. Gianni era molto incuriosito dalle nuove generazioni e
si preoccupava perché spesso sembrano intrappolate nella
narrazione imposta dall’alto di un futuro impossibile da
cambiare”. Ricostruire i fili tra il passato e il presente “è
anche un modo per ridare speranza nel cambiamento”. In un tempo “in cui si parla tanto di strumenti di distruzione di massa, mi
piacerebbe se questa piattaforma fosse vista come uno strumento
di costruzione di massa, costruzione di conoscenza”.
   

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