Genius: Aretha, la serie che racconta la vita della regina del Soul

Per primo, è venuto Albert Einstein. Poi, Pablo Picasso. Infine, Genius, serie antologica determinata a ricostruire le biografie illustri di chi ha cambiato il mondo, ha deciso di puntare su un personaggio diverso, capace (anche) di rispondere alle esigenze del politicamente corretto. Aretha Franklin è stata l’artista sulla quale è ricaduta la scelta degli sceneggiatori, Cynthia Erivo – candidata agli Oscar – l’attrice chiamata ad interpretarla. Genius: Aretha, la prima delle tre stagioni a focalizzarsi su una donna afroamericana, è un racconto a puntate di quel che ha portato la Franklin a diventare la Regina del Soul: un talento straordinario in ambito musicale e l’impegno politico nel sostenere i diritti civili della propria comunità. La serie televisiva, i cui otto episodi saranno disponibili su Disney+ a partire da venerdì 4 giugno, non ha, però, uno sviluppo lineare. Non c’è, cioè, un principio ed una fine certa, ma il sovrapporsi di dimensioni temporali. Da un lato, l’Aretha Franklin bambina, il suo rapporto complesso con il padre pastore, dall’altro la donna adulta, ormai famosa.

Genius: Aretha si sposta tra i primi anni Cinquanta e il decennio compreso tra i Sessanta e i Settanta. Quel che si vede è una ragazzina, cui la chiesa e il gospel hanno regalato una prima occasione di successo. Little Re, che il pianoforte ha imparato a suonare da sola, senza neppure saper leggere la musica, è poco più di una bambina, negli episodi della serie. Ama il padre, CL Franklin (Courtney B. Vance), e insieme odia quell’uomo, che in poche parole è definito come un «amante dei sabato sera e delle domeniche mattina». Lo ama, perché capace di riconoscerne il talento e incoraggiarne la carriera. Lo odia, perché responsabile, nella sua testa di bambina, della morte prematura della madre. Franklin, che alla propria famiglia ha saputo assicurare agi all’epoca rari per un nucleo di afroamericani, avrebbe preferito l’alcol alla prima moglie, tradita con altre e numerose donne. E sua figlia, che a tredici anni è diventata madre la prima volta, non sarebbe mai riuscita a perdonare quei suoi vizi.

Aretha Franklin, con il padre, ha avuto un rapporto contraddittorio, sul quale Genius indugia. Non c’è, però, una morbosa volontà di far leva sul pettegolezzo, nella scelta narrativa. Quel che la serie sostiene, nel ricostruire anche i primi anni musicali della cantante, l’ingresso all’Atlantic Record e il sodalizio con Clive Davis, è l’importanza di Cl Franklin nella formazione, artistica ed umana, della figlia maggiore. Aretha Franklin è il prodotto del destino e della cultura interna alla sua famiglia. E quel che emerge dalla serie, di cui in alto vi mostriamo una clip in esclusiva, è la complessità del personaggio, cui nessuna etichetta potrebbe essere apposta in maniera univoca.

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