Fashion gaming e shopping reale con l’app Mod4 (in partnership con LuisaViaRoma)

Abbiamo scaricato la nuova game app Mod4 e creato il nostro avatar, pronto a cimentarsi in una serie di sfide modaiole per guadagnare i preziosi box contenenti dei mini guardaroba virtuali e passare di livello alle challenge successive.

Crescono infatti velocemente i numeri dei fan del game-commerce che ha stipulato un sodalizio con LuisaViaRoma in modo da poter testare, giocando con il proprio avatar, i capi di moda dell’iconica boutique e brand che annovera oltre 650 marchi lusso e di moda contemporanea.

Il Fashion Gaming sta avendo una sua età dell’oro nel guidare alcune delle nuove esperienze allo shopping, trend in crescita che la nuova società Awavear, guidata dallo stesso Andrea Panconesi, ceo di LuisaViaRoma, e da Marco Ritratti, head of digital marketing, conferma di grande successo proprio con l’aumento delle vendite, sia fisiche che digitali, in negozio.

Appena pochi mesi dopo il lancio della app, con oltre 200.000 download in pochi mesi, il progetto Mod4 andrà subito a coprire una fetta di mercato non ancora considerata, ovvero una sua versione specifica maschile, per un nuovo pubblico che potrà essere coinvolto in nuove sfide e potrà passare dal gioco virtuale alla esperienza reale in un solo click.

La genialità di Mod4 sta inoltre nella possibilità di inserire nel proprio catalogo di prodotti qualsiasi brand, anche quelli non presenti ad oggi sulla famosa piattaforma e-commerce LuisaViaRoma, peraltro già partner di prestigio.

L’avatar personale che ognuno può creare (e modificare) su Mod4 Avatar rappresenta l’utente durante tutto il gioco e ha milioni di combinazioni uomo e donna disponibili tra skin color, lineamenti, acconciature e make-up per personalizzare il proprio IO virtuale e guadagnare subito di diritto il primo entry box con un set di articoli casual regalati all’utente appena iscritto per dargli la possibilità di partecipare alle prime free challenge.

Come nasce il nome e il concept di game-commerce Mod4?

«Mod4 nasce dall’unione della parola Moda alla simbologia numerica usata nei contesti digitali dalla Gen-Z, dove diventa cool utilizzare i numeri per sostituire le lettere. Per Mod4 questo è il modo di sottolineare ulteriormente l’unione tra fashion e realtà virtuale che è poi il concept alla base dello sviluppo del Fashion-game».

Parlateci di Awavear, la sua creazione, lo sviluppo e progetti futuri?

«Avawear nasce da un team di professionisti di LuisaViaRoma con l’obiettivo di offrire ai propri utenti e clienti una nuova experience più stimolante, oltrepassando quindi il concetto ordinario di shopping online in favore di un’esperienza più interattiva e coinvolgente che ha come core la gamificazione. Mod4 è il primo progetto di Avawear, che continuerà ad investire nel suo sviluppo ricercando costantemente innovazione, sia nel campo del fashion che della game technology.

Un ulteriore obiettivo futuro potrebbe essere quello di cercare di coinvolgere utenti non fashion-oriented ma game-oriented, offrendo una game experience divertente e coinvolgente di per sé, indipendentemente dall’elemento fashion, permettendo così la fusione di due community (quella fashion e quella gaming) solitamente molto distanti tra loro, ma che ultimamente si stanno fondendo creando una nicchia di mercato del tutto inedita».

Qual è la vostra visione del fashion game?

«Il Fashion-game strutturato come lo è Mod4 è senza ombra di dubbio un ottimo modo di incrementare le vendite di un marchio attraverso il coinvolgimento attivo degli utenti. Ma non solo. Perché grazie alle caratteristiche dell’app, può anche favorire lo storytelling, il raccontare e lanciare promozioni e fidelizzare l’utente attraverso un nuovo canale di relazione. È a tutti gli effetti una modalità nuova ed innovativa di oltrepassare il modo tradizionale di fare comunicazione, oltre che di vendere».

Cosa si perde e cosa si guadagna in termini di experience e qual è la vostra visione finale fra quadro fisico e digitale?

«Stiamo vivendo un periodo pieno di cambiamenti come dimostrano gli ultimi due anni. Ci aspettiamo che il mondo reale e quello digitale si fondano sempre di più e sempre più velocemente. Le tecnologie e i mezzi a disposizione permettono delle esperienze sempre più complete e appaganti, che regalano realtà anche all’interno della virtualità. Sta a noi decidere come condurre il gioco e come forgiare il settore della moda nei prossimi anni e la direzione intrapresa è ormai sempre più delineata e concreta. Il concetto di digitale come di una realtà alternativa e separata dal mondo reale sta velocemente decadendo, in favore di una visione più inclusiva dove il digitale è la continuazione stessa della realtà».

Moda maschile: in generale quali sono le tendenze più importanti e come sta cambiando?

«Nell’ultimo periodo si stanno abbandonando le barriere stilistiche che confinano la moda maschile e femminile a categorie specifiche di abiti e stili. Il fashion, e soprattutto il men’s fashion, sta tendendo sempre più a sfumature genderfluid includendo capi solitamente attribuiti alla moda femminile. Su Mod4 lanciamo una Men’s edition, la sezione maschile della nostra fashion-app, che permetterà anche al pubblico maschile di accedere ad una categoria di game normalmente attribuita a un’audience femminile».

Quali saranno le vostre strategie e i programmi di loyalty per conoscere e fidelizzare i fashion gamers/utenti tramite Mod4 e partnership?

«Il vantaggio di Mod4 consiste nel fatto che ogni marchio può personalizzare il modo in cui ingaggiare l’utente. E’ un sistema che fidelizza attraverso l’experience: i gamers sono altamente coinvolti dall’esperienza di gioco, grazie al sistema di premi e ricompense che permettono di progredire e di ottenere benefici reali sull’acquisto dei capi. Più avanti amplieremo anche la sezione Social Media, in cui gli utenti potranno condividere i propri look e interagire con la community attraverso commenti ed espressioni di preferenza ed altri progetti più creativi, ma non possiamo ancora anticipare nulla».

La prossima partnership?

«Abbiamo appena incluso una partnership con Dressx, il più grande digital fashion retailer al mondo, nato da un’idea di Daria Shapovalova e Natalia Modenova nel luglio del 2020: la prima piattaforma di capi digitali in tecnologia 3D, che possono essere indossati nelle foto come soluzione alternativa all’acquisto di abiti reali, il cui unico scopo è la creazione di contenuti per il proprio avatar e per i social media».

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