mercoledì, 17 Giugno 2026
Farhadi racconta infinite storie parallele di adulterio

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(di Francesco Gallo) ‘Histoires parallèles’, il titolo
del film di Asghar Farhadi in gara a Cannes, girato a Parigi con
un cast francese all star, va preso molto alla lettera, perché
le storie che si sovrappongono sono davvero tante e difficili da
seguire. Come dice lo stesso regista iraniano “c’è un confine
davvero fragile” tra osservazione, immaginazione e realtà. Un
tema ricorrente in questa edizione del Festival: basti pensare
al film, sempre in concorso, di Pedro Almodovar, ‘Amarga
Navidad’.
Liberamente ispirato al ‘Decalogo sei’ di Krzysztof
Kieślowski (ovvero al sesto comandamento: ‘Non commettere
adulterio’) ‘Histoires parallèles’ – che uscirà in Italia con
Lucky Red – racconta la storia di Sylvie (Isabelle Huppert),
scrittrice che, alla ricerca di ispirazione per il suo nuovo
romanzo, si mette a spiare i vicini di casa immaginando tra loro
singolari e complicate dinamiche. Da qui la bozza di un romanzo
che coinvolge appunto i titolari dello studio di sound designer,
suoi dirimpettai, dove lavorano Anna/Nita (Virginie Efira), il
marito Pierre/Nicolas (Vincent Cassel) e l’assistente
Christophe/Théo (Pierre Niney).
Quando poi la scrittrice assume il giovane luciferino Adam (Adam
Bessa) per aiutarla nella sua routine quotidiana, anche questo
ragazzo, scoperta la bozza del manoscritto, ci mette del suo per
portare avanti l’immaginario della scrittrice fin dentro la
realtà. Nel film, che racconta così parallelamente la versione
del romanzo, quella vera e anche quest’ultima trasformata
dall’intervento di Adam, anche un cameo di Catherine Deneuve.
“Una domanda centrale attraversa tutto questo lavoro – ha
detto il regista a Positif – : ciò che ci viene mostrato, può
essere accettato come realtà? Ciò che appare completamente
reale, contiene una verità solida… e quanto è costruito
intorno ad esso? Sono insomma interessato alla dinamica tra ciò
che è reale e ciò che è immaginario. Come vediamo appunto nel
film, la finzione trae ispirazione dalla vita reale, ma
influenza anche la realtà”.
Il fatto poi che i protagonisti siano sound designer non è
casuale. “L’idea che il suono più reale sia quello artificiale è
diventata un concetto centrale per ‘Histoires parallèles’ –
spiega ancora Farhadi -. È infatti una riflessione sulla realtà
artefatta, l’effetto della realtà attraverso il suono e il modo
in cui i personaggi reali (che appartengono a un’opera di
finzione) contrastano con i personaggi fittizi all’interno di
quella stessa finzione. In definitiva, sono affascinato dal
suono da quando ho scritto la mia tesi di laurea sul silenzio e
sull’esitazione nelle opere teatrali di Harold Pinter. L’idea è
che il silenzio non sia affatto l’assenza di suono. Il silenzio
è insito nel linguaggio stesso”.
Cannes ha costantemente sostenuto i drammi di Farhadi nel
corso degli anni. Il suo precedente film in lingua francese, ‘The Past’, ha segnato il suo debutto in concorso al Festival
nel 2013 e ha vinto il premio come migliore attrice per Berenice
Bejo. Ha presentato poi altri tre film in concorso: ‘The
Salesman’, che ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura
e il miglior attore per Shahab Hosseini nel 2016, il film in
lingua spagnola ‘Everybody Knows’, che ha aperto il festival nel
2018, e ‘A Hero’, che ha vinto il Gran Premio nel 2021. Infine
ha fatto parte della giuria l’anno successivo.
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