Elvira e Ada, il punto di vista delle donne in ‘Zamora’

In Zamora, esordio alla regia di Neri
Marcorè, in sala dal 4 aprile con 01 e tratto dal libro omonimo
di Roberto Perrone (Garzanti), sono di scena le disavventure,
nei favolosi e irripetibili anni Sessanta, del trentenne Walter
Vismara (Alberto Paradossi) ragioniere di professione, ma anche
di più nella vita, uno che lavora come contabile in una
fabbrichetta di Vigevano. E le donne di questa storia? Sono
soprattutto due: Elvira (Anna Ferraioli Ravel), sorella del
ragioniere, femminista ante litteram e separata dal marito, e
Ada (Marta Gastini), segretaria e oggetto del desiderio, sempre
del ragioniere, ma mille anni più avanti di lui.
    “La mia Elvira – dice all’ANSA Anna Ferraioli Ravel, nata a
Salerno nel 1988 – è una femminista gioiosa che, al contrario di
molte donne di oggi, non esclude gli uomini. Il film, un romanzo
di formazione centrato sulla generazione dei trentenni, racconta
un’Italia di cui si è persa la memoria. Proprio come accade in
Un Altro Ferragosto di Paolo Virzì (in cui l’attrice interpreta
Sabry Mazzalupi, influencer romana), oggi non c’è più quella
identificazione collettiva in cui si lottava tutti insieme per
inseguire gli ideali come accadeva in Ferie d’agosto, ma
imperversa la competizione individuale che scaturisce da
un’angoscia profonda, dalla paura dell’altro”. E ancora: “Elvira
ha una rivendicazione di libertà molto gioiosa che non diventa
mai militanza, consapevolezza ideologica. La cosa forte di
Zamora è che in questo film è la donna ad essere emancipata
perché realizzata sentimentalmente nella vita ed è lei che apre
un po’ la pista agli uomini che molto spesso emancipati non
sono”.
    Ada, dice invece all’ANSA Marta Gastini, nata ad Alessandria
nel 1989, “è una segretaria che pur rientrando tra i tanti
personaggi femminili raccontati da Marcorè è in realtà molto più
avanti, più moderna rispetto al suo tempo. Una donna capace di
prendere in mano il proprio destino al di là delle regole
d’allora. Tanto che, pur essendo accusata di qualcosa che non ha
fatto, non va affatto a chiedere scusa all’uomo, ma piuttosto lo
mette a posto. Si sente insomma sua pari, una cosa che accade a
un po’ tutte le donne del film. Oggi questo è anche più
importante da raccontare”.
   

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