sabato, 26 Settembre 2026
È ancora azzurro tenebra, neanche Mancini rianima l’Italia
Italia-Belgio 0-2 all’Olimpico di Roma per la prima gara degli azzurri del girone A1 di Nations League di cui fanno parte anche Francia e Turchia
Fischi finali all’Italia, che dopo la delusione Mondiale riprende il cammino con una sconfitta. Poco prima del triplice fischio dell’arbitro, Lukaku fischiato dal pubblico fin dal suo ingresso in campo nella ripresa, ha portato il dito davanti alla bocca zittendo lo stadio. Al triplice fischio, poi, Donnarumma è andato verso l’ex attaccante di Napol, Inter e Roma con l’arbitro che ha estratto il cartellino giallo per entrambe spegnendo ogni velleità. Poi, forti fischi anche per i giocatori dell’Italia mentre si recavano sotto la curva per ringraziare i pubblico.
“Nel primo tempo il Belgio ha giocato meglio, noi eravamo in difficoltà, poi nel secondo sono andati in difficoltà loro e noi abbiamo avuto le nostre occasioni. Solo il primo tempo è stato al di sotto della aspettative, nel secondo abbiamo fatto benissimo fino al contropiede del 2-0 belga”. Così il ct della nazionale, Roberto Mancini, dopo la sconfitta. Ai microfoni della Rai, il ct ha proseguito “Fischi che fanno male? No, certo quando si perde non si è contenti, i fischi ci stanno”
I GOL
Al 69′ Italia-BELGIO 0-2 Il raddoppio di Dodi Lukebakio
Al 21′ Italia-BELGIO 0-1 Gol di Mika Godts
La Francia batte 1-0 la Turchia in una partita di Nations League a Istanbul, la prima di Zinedine Zidane sulla panchina dei Bleus. A decidere il risultato è una rete di Mbappè, in gol a inizio ripresa su assist di Olise, giusto premio per il dominio, pur fino a quel momento sterile, sulla formazione di Vincenzo Montella, avversaria dell’Italia nella prossima partita del torneo.
LA PARTITA (di Teodoro Fulgione)
Ritorno amaro per Roberto Mancini sulla panchina dell’Italia. All’Olimpico contro il Belgio per la prima partita di Nations League finisce 2-0 per gli ospiti, risultato che sta anche stretto ai Diavoli Rossi. La delusione è evidente sul volto degli azzurri e dai fischi iniziali all’inno belga si finisce con quelli sonori dei tifosi agli azzurri, che sintetizzano l’ennesima prestazione modesta della Nazionale, che neanche il nuovo ct ha rianimato dopo la delusione in Bosnia.
Il cambiamento, tanto atteso, ancora non si vede; anzi, si vede la differenza di tasso tecnico dall’avversario. Gioisce, invece, il neo ct Mark Van Bommel che debutta nel migliore dei modi. L’ex giocatore di Psv, Barca, Bayern e Milan legge bene la partita e porta i tre punti a casa. In un Olimpico pieno a metà, i 47 mila tifosi presenti chiedono di mettersi alle spalle le delusioni delle esclusioni Mondiali e di vedere l’avvio di un nuovo corso, ma anche stavolta l’Italia tradisce. L’attesa svolta non c’è stata: volendo cercare segnali positivi, per alcuni tratti, si è almeno vista una Nazionale combattiva e non rassegnata alla sconfitta. Mancini schiera un 4-3-3 offensivo. Il tridente d’attacco è composto da Kean, Pio Esposito e Cambiaghi. A centrocampo il tecnico marchigiano getta subito nella mischia il giovane Romano, al debutto in azzurro, che forma la cerniera di centrocampo con Tonali e Barrella. In difesa davanti a Donnarumma ci sono Coppola e Mancini centrali con Calafiori a sinistra e Di Lorenzo a destra. Van Bommel oppone una squadra speculare: in porta Lammens; in difesa Castagne, Ngoy, Mechele, De Cuyper; per il centrocampo Tielemans, Raskin e De Bruyne; l’attacco viene affidato a Moreira, De Ketelaere e Godts.
Prima del calcio d’inizio, una parte del pubblico si copre di vergogna fischiando l’inno belga. Poi il minuto di silenzio per ricordare Sandro Mazzola. Partenza aggressiva dell’Italia, ma il Belgio non si fa intimorire e pressa alto, dominando col possesso palla. Gli azzurri rischiano per qualche disattenzione. Al settimo la partita di accende: prima gli azzurri si vanno vedere in area con un cross basso di Cambiaghi, poi sull’azione successiva i Diavoli Rossi sfiorano la rete con De Ketelaere, lanciato da De Bruyne. Donnarumma salva con una grandissima parata. La reazione arriva a strettissimo giro: palla in profondità per Pio Esposito che colpisce il palo ma in fuorigioco. L’Italia sembra voler strafare e rischia in difesa. Il Belgio è meglio organizzato e più pericoloso. Al 20′ Romano perde palla a centrocampo, De Bruyne lancia Godts che sigla l’1-0. Al 23′ doppio miracolo di Donnarumma che para un tiro insidioso di De Ketelaere dalla distanza e neutralizza anche Raskin, il più rapido sulla respinta. Il portiere del City si ripete al 28′ su un colpo di testa di Godts destinato in rete. La reazione azzurra non arriva: ci si affida a lanci e al dinamismo del solo Kean che però gioca defilato sulla fascia destra. Al 35′ la prima vera azione insistita dell’11 di Mancini con Romano che guadagna un angolo.
Dopo 1′ è Cambiaghi a crossare dalla sinistra per Kean che prende la rete esterna. L’Italia prova a giocare ma si sbilancia; il Belgio si rende pericoloso con una serie di ripartenze. Arriva l’intervallo con l’Olimpico che fischia l’uscita della squadra di Mancini. Nessun cambio nell’intervallo. Al 47′ l’Italia va vicina al pareggio. Cambiaghi serve un cross perfetto per Kean che tira a botta quasi sicura ma Lammens è bravo a respingere. Gli azzurri insistono. Al 49′ ci prova di testa Esposito. L’interista ha una buona chance al 52′ sull’ennesima incursione di Cambiaghi ma il Belgio si salva
Al 65′ arrivano i cambi: fuori Coppola, Esposito e l’esordiente Romano; dentro Scalvini, Maldini e Frattesi. Kean si sposta al centro dell’attacco. Neanche il tempo di assestarsi che arriva la doccia fredda: Barella regala palla ai belgi che ripartono, Lubebakio si invola e segna il 2-0. Psicologicamente la nazionale avverte il colpo. Il Belgio torna a giocare. Mancini prova a dare una scossa inserendo Doumbia e Zoma al posto di Barella e Cambiaghi. Proprio Doumbia si mette in evidenza con un bel tiro da fuori. All’82’ ci prova anche Calafiori ma il pallone finisce fuori di poco. All’87’ è la traversa a negare il gol a Scalvini che spara alto da pochi passi sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Ma e’ finita. Tra i fischi dell’Olimpico.
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