Con ‘Jumpers – Un Salto tra gli Animali’, “Pixar torna alla sua essenza”

(di Lucia Magi) Il nuovo cartone animato
targato Pixar ha rischiato di essere l’ennesimo sui pinguini.
    “Quando mi hanno chiesto di sviluppare il mio progetto, nel
2020, volevo assolutamente fare un film su di loro. Non so
perché, ma durante la pandemia disegnavo pinguini in
continuazione”, racconta all’ANSA il regista e disegnatore
Daniel Chong durante una visita agli studi di Emeryville, vicino
a San Francisco. “Ho presentato l’idea al direttore creativo
dello studio, Pete Docter, e lui mi ha gentilmente risposto: ‘Grazie, ma ne abbiamo abbastanza dei pinguini'”.
    Pennuti e ghiacciai sono finiti nel cassetto, insieme a
schizzi e bozzetti. Al loro posto, il 5 marzo 2026 arriverà
nelle sale ‘Jumpers – Un Salto tra gli Animali’, diretto da
Chong, prodotto da Nicole Paradis Grindle (‘Gli Incredibili 2’,
2018) e con una colonna sonora originale firmata da Mark
Mothersbaugh. I protagonisti non hanno le ali, ma denti
affilati, code piatte e pellicce marroni: sono castori.
    Al centro della storia c’è la 19enne Mabel, una ragazza
appassionata di natura, pronta a tutto pur di salvare uno spazio
verde in cui fin da piccola trovava la calma insieme alla nonna.
    Quella placida radura lungo il torrente è minacciata dal
sindaco, che vuole costruirci un grande ponte di cemento per
garantirsi la rielezione. “In città nessuno sembra interessarsi
al problema – spiega Grindle all’ANSA durante l’intervista negli
studi californiani – La soluzione arriva quando la ragazza si
imbatte in un laboratorio dove degli scienziati conducono un
esperimento segreto: estrarre la coscienza umana e trasferirla
in robot dalle sembianze animali, per studiare la fauna senza
interferire”. Nel corpo di un castoro, Mabel diventerà “una
specie di Giovanna D’Arco” delle creature del bosco, che la
aiuteranno come non avevano voluto fare i suoi concittadini
umani.
    “Non sono un grande amante della natura, ma amo disegnare gli
animali”, scherza Chong. Accantonati i pinguini, ha avuto
un’altra ispirazione. “Mi è capitato di guardare documentari in
cui animali robot vengono immessi nell’ambiente, con telecamere
negli occhi, per spiare la fauna. Ho pensato fosse divertente
che gli esseri umani cerchino di inserirsi in una società
animale”, spiega il regista, che dopo aver lavorato alla Pixar
come storyboard artist su ‘Bolt’, ‘Cars 2’ e ‘Inside Out’, si è
affermato con un concept complementare a quello di ‘Jumpers’. È
lui che ha creato per Cartoon Network il fortunato cartone
animato ‘We Bare Bears: Siamo solo orsi’, con tre fratelli orsi
che cercano goffamente di integrarsi tra l’umanità della Baia di
San Francisco usando tecnologia e social media.
    La scelta di eleggere i castori a protagonisti è arrivata
quando Chong ha letto che gli scienziati stavano reintroducendo
questi animali nel parco nazionale dello Yellowstone per salvare
l’ecosistema. “I castori costruiscono dighe e stagni. Quando c’è
acqua, tornano anche gli altri animali e la natura intorno
ricresce. Sono straordinari. E sono troppo carini”.
    La gestazione del 30° lungometraggio uscito dagli studi
co-fondati da Steve Jobs (proprietà Disney dal 2006) è stata
lunga. “Abbiamo lavorato a questo film per sei anni. Ci hanno
messo mano circa 400 persone. Prima di cominciare la produzione,
abbiamo fatto ricerca, visitato parchi, ascoltato scienziati,
costruito modellini e plastici, scritto e riscritto la storia”,
precisa la produttrice. Il risultato è un film pieno di azione,
gag tra animali, personaggi teneri e spiritosi, con pochi
discorsi moraleggianti. Per Chong è un ritorno all’essenza dello
studio: “Se chiedi oggi cos’è un film Pixar, molti diranno: ‘È
un cartone che ti fa piangere’. Io penso invece che la chiave
sia il divertimento. I film con cui sono cresciuto – ‘Toy
Story’, ‘Monsters & Co.’, ‘A Bug’s Life’ – erano esilaranti. Si
rideva tantissimo e si amavano i personaggi. L’emozione è una
parte importante dell’equazione, certo. Ma tutto parte dalla
comicità”.
    Ed Catmull, che fondò gli studi insieme al papà della Apple,
diceva che “un film Pixar è un film che rende le persone
migliori – ricorda Grindle – Forse ‘Jumpers’ è un po’ diverso
dagli ultimi che abbiamo firmato. Ma vi renderà migliori”. Con
la crisi ambientale trattata come una questione secondaria dai
governi, e fenomeni naturali violenti che si ripetono ovunque,
la dedizione e il coraggio che i castori mostrano per difendere
il loro bosco sullo schermo non lasciano impassibili. Secondo il
regista, “‘Jumpers’ parla della nostra relazione con la natura.
    Ma è anche una storia su come uniamo le forze tra noi, perché
abitiamo tutti lo stesso pianeta; siamo tutti animali. Questo
messaggio di comunità oggi mi sembra particolarmente
necessario”.
   

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