giovedì, 15 Ottobre 2026
Carlo Rambaldi, dipinti in mostra prima della stella sulla Hollywood Walk of Fame

(di Lucia Magi) Tre statuette degli Oscar, una
testa dorata di E.T. e una serie di paesaggi extraterrestri, tra
città futuristiche, architetture impossibili e pianeti lontani.
All’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles apre ‘Carlo
Rambaldi: Dreaming the Cosmos’, una mostra che svela il talento
di pittore e scultore dell’artista che ha dato vita ad alcune
delle creature più amate e terrificanti del cinema. Con
l’inaugurazione di ieri sera, Hollywood dà il via alle
celebrazioni in onore del maestro italiano degli effetti
speciali, che giovedì riceverà una stella postuma sulla Walk of
Fame.
Scomparso nel 2012, Rambaldi era nato nel 1925 in provincia
di Ferrara. Cresciuto tra gli ingranaggi dell’officina di
famiglia e diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna,
lavorò con Fellini, Pasolini e Dario Argento prima di approdare
Oltreoceano grazie a Dino De Laurentiis. Con le sue creature
meccaniche, in grado non solo di muoversi, ma anche di esprimere
emozioni e sembrare vive, vinse tre Oscar per gli effetti
speciali: nel 1977 per ‘King Kong’ di John Guillermin, nel 1980
per ‘Alien’ di Ridley Scott e nel 1983 per ‘E.T.
l’extra-terrestre’ di Steven Spielberg.
Rambaldi non smise mai di dipingere, scolpire e immaginare
altri universi. La mostra, curata da Cristina Lippolis Rambaldi,
nipote dell’artista e vicepresidente della fondazione a lui
dedicata, espone una selezione di dipinti che “nascono come
studi visivi per ‘Millennium’, il grande progetto che non vide
mai la luce”. Uno di questi, ‘Città Spaziale 2’, è diventato un
ambiente immersivo nell’installazione in realtà virtuale ‘Alien
Perspective’, presentata nel 2025 alla Mostra del Cinema di
Venezia. “Qui a Los Angeles quei mondi tornano alla loro forma
originaria: la tela, e trovano uno spazio fisico in cui essere
incontrati”.
“Prima ancora del cinema, Carlo Rambaldi era un artista, e
non ha mai smesso di esserlo”, ricorda la figlia Daniela,
presidente della Fondazione. “Aveva una curiosità inesauribile e
la capacità di immaginare ciò che ancora non esisteva, per poi
cercare il modo di renderlo reale”.
La mostra è organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di
Los Angeles insieme alla Fondazione Culturale Carlo Rambaldi,
sotto gli auspici del Consolato Generale d’Italia, del Ministero
della Cultura e di Cinecittà. “Rambaldi non si limitava a dare
forma all’immaginazione: attraverso la pittura, la scultura e il
cinema interrogava continuamente il rapporto tra essere umano,
materia, tecnologia e futuro. Le sue opere ci ricordano che
immaginare altri mondi significa anche interrogarsi sul nostro”,
ha dichiarato Emanuele Amendola, direttore dell’istituto. La
console generale Raffaella Valentini sottolinea: “Nel suo
percorso ritroviamo una delle qualità più riconoscibili della
creatività italiana: la capacità di mettere ricerca, tecnica e
immaginazione al servizio di un linguaggio universale”.
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