mercoledì, 22 Aprile 2026
>ANSA-LA-STORIA/ Una cura per la bimba che non poteva aprire gli occhi senza dolore

(di Patrizia Sessa) Dal Lussemburgo a Napoli per
trovare una cura e la possibilità di aprire gli occhi senza
dolore. È il viaggio della piccola Alessandra (nome di
fantasia), una bambina di poco meno di due anni affetta da una
rarissima forma di congiuntivite.
Il caso è giunto all’attenzione dei sanitari dell’ospedale
Santobono di Napoli a metà dicembre scorso. E’ allora che la
mamma della piccola ha contattato l’Unità di Oculistica
Pediatrica, diretta da Ciro Picardi, chiedendo un parere su una
patologia rara che era stata diagnosticata in Belgio. Lì la
bimba era arrivata dal Lussemburgo dove la famiglia, di origini
italiane, vive da tempo. In Belgio i medici avevano fatto una
corretta diagnosi ma, a detta della mamma, non avevano fatto
cenno alle possibilità terapeutiche, da qui la decisione di
inviare una mail a Picardi.
Gli occhi della piccola erano stati colpiti da una forma
rarissima di congiuntivite chiamata congiuntivite lignea, così
definita per la formazione di spesse pseudomembrane
congiuntivali dall’aspetto duro, quasi “legnoso” che, senza un
adeguato trattamento, possono progressivamente estendersi fino a
coinvolgere l’intera superficie oculare e compromettere la
funzione visiva. Quando la bambina è arrivata al Santobono è
stata immediatamente presa in carico da un’équipe
multidisciplinare, un lavoro di squadra necessario per
affrontare una patologia così complessa e rara. La congiuntivite
lignea, infatti, rappresenta la manifestazione più frequente di
una patologia ancora più rara, ossia il deficit congenito di
plasminogeno, una malattia che può interessare diversi organi e
apparati. Nel caso di Alessandra, la patologia è comparsa dopo
un episodio di congiuntivite batterica, che ha agito come
fattore scatenante facendo emergere la malattia genetica fino a
quel momento silente.
La bimba è stata ricoverata per diverso tempo, poi le
dimissioni con un attento percorso di continuità assistenziale
con il territorio, per garantire la prosecuzione della terapia a
domicilio con il farmaco specifico. “La storia di Alessandra
dimostra la crescente attrattività del nostro ospedale. Il
Santobono Pausilipon è sempre più un punto di riferimento per la
gestione di patologie pediatriche ad alta complessità grazie a
competenze multidisciplinari e alla capacità di costruire
percorsi terapeutici personalizzati”, ha sottolineato Rodolfo
Conenna, direttore generale dell’Aorn Santobono Pausilipon.
Alessandra continuerà ad essere seguita dagli specialisti del
Santobono, centro di riferimento per questa patologia rara, con
controlli periodici in regime di Day Hospital, assicurando
monitoraggio clinico e continuità di cura.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA






