domenica, 17 Maggio 2026
>ANSA-FOCUS/ Libera, fiera e moderna, il regista Marcias racconta Grazia Deledda

“La figura di Grazia Deledda è di
una modernità dirompente. La sua capacità di scardinare i
pregiudizi dell’epoca la rende un’icona incredibilmente attuale
per le battaglie di oggi”. Così all’ANSA il regista Peter
Marcias che oggi al Cinema Odissea di Cagliari ha presentato
assieme al cast il suo ultimo film Quasi Grazia.
Il lungometraggio, proiettato in anteprima in Sardegna, esce
nelle sale sarde il 7 maggio, poi sarà distribuito nel resto
d’Italia dal 14 maggio da Europictures. Una proiezione che cade
in occasione di due ricorrenze: il centenario del Nobel per la
letteratura, unica donna italiana a vincerlo, e i 155 anni dalla
nascita della scrittrice nuorese.
Quasi Grazia è tratto dall’omonimo romanzo di Marcello Fois.
“Ho lavorato sui dialoghi, che nel libro sono sapienti e densi,
cercando di tradurre cinematograficamente quella stessa
intensità verbale – spiega il regista – ho cercato di preservare
l’anima del romanzo, che cattura Deledda in tre momenti
emblematici”. Un racconto per quadri che immortala l’arrivo
inaspettato della madre da Nuoro, interpretata dall’attrice
sarda Monica Demuru, le ore trepidanti che precedono la consegna
del Nobel a Stoccolma e il confronto silenzioso e struggente con
un medico davanti a una diagnosi difficile. Il ruolo della
scrittrice nuorese è affidato a Irene Maiorino nella parte
legata agli esordi, e a Laura Morante e Ivana Monti in quella
della scrittrice affermata. Poi ancora nel cast Roberto De
Francesco, Stefano Mereu, Gala Zohar Martinucci e Roberto
Citran. “Di Grazia Deledda – chiarisce Marcias – mi ha colpito
certamente la dimensione di una donna profondamente libera. Mi
ha affascinato il contrasto tra le sue angosce private e la sua
determinazione pubblica. Volevo portare sullo schermo una donna
che, nonostante le fragilità e il peso del suo tempo, non ha mai
smesso di autodeterminarsi. Affermarsi come scrittrice a quei
livelli, in quegli anni, era una sfida quasi rivoluzionaria.
Quasi Grazia racconta una Deledda “romana”. Ho voluto esplorare
la sua figura nel contesto della città che ha scelto e amato,
dove ha trascorso gran parte della sua esistenza”.
E nel film la Sardegna viene evocata. “È il paesaggio
dell’anima, la fonte primaria della sua ispirazione, il
baricentro emotivo di tutto il racconto. È come un’eco che
arriva attraverso le parole e le storie che Grazia scrive”,
conclude il regista.
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