Al via il Tour del Pnrr, e l’assalto alla diligenza

E’ partito da Bari il tour del Pnnr “Italiadomani – Dialoghi sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”, l’iniziativa promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri percomunicare con cittadini, imprese e Amministrazioni locali.

Eventi periodici in tutta Italia che vedranno la partecipazione di rappresentanti del Governo e di esperti e tecnici coinvolti nell’attuazione del Pnrr.

Dopo Bari la prossima puntata sarà Bergamo il 22 novembre, Napoli il 29, poi altre 20 tappe per chiudere a Trento il 26 marzo.

A Bari sono stati il ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, a spiegare quali sono i progetti per la città e il territorio, come verranno realizzati gli investimenti e le modalità per accedere alle risorse. Con loro il capo dell’ufficio per la Comunicazione istituzionale e le Relazioni con i media della Presidenza del Consiglio, Paola Ansuini, e gli interventi programmati del sindaco di Bari e presidente dell’ANCI Antonio Decaro e del Presidente della Regione Emiliano, e nella seconda parte dialogo con i cittadini, le associazioni di categoria, i sindacati e le imprese.

A dire il vero una platea sostanzialmente a porte chiuse, quasi tutti invitati e posti prenotati. Tant’è che i consiglieri comunali di opposizione hanno lamentato di non essere stati invitati neppure in rappresentanza.

Anche le domande e gli interventi tutti programmati, rendendo l’iniziativa una cerimonia autocelebrativa più che un utile confronto.

Ad aprire i lavori è stato Michele Emiliano, che ovviamente ha colto l’occasione per battere cassa e proporsi come regia dei progetti e della loro realizzazione.

“La Regione Puglia – ha detto Emiliano dal palco – come sempre è a disposizione per effettuare quello che noi chiamiamo il coordinamento concreto tra le varie esigenze. Noi non siamo tecnicamente assegnatari di fondi. I fondi sono del Governo che li gestirà. È evidente che per mettere a punto la strategia per far rientrare ciascuna forma nel suo incasso, bisognerà non pretermettere il lavoro politico che abbiamo sempre realizzato con tutte le forze, il paternariato, le imprese, e soprattutto la nostra capacità di progettare il futuro. I soldi alle Regioni, probabilmente, per la sanità, verranno trasferiti direttamente e verranno impiegati come se fossero soldi del bilancio della Regione” auspica Emiliano. “In ogni caso, secondo il principio di primazia definito dalla Costituzione, ubbidiremo al Governo” conclude il Governatore lontano da atteggiamenti molto più duri e contrastanti che aveva in passato a governi persino del Partito Democratico.

Alla Puglia, in questa prima fase, andranno due miliardi (per infrastrutture e mobilità) e 631 milioni da destinare alla sanità.

Garofoli riassume così le risorse destinate a questa regione: innanzi tutto il completamento della ferrovia Bari-Napoli che dalla Campania dovrà poi collegarsi all’Alta velocità per Roma («l’alta velocità ha cambiato il volto delle città», dice Garofoli, dimenticando che anche questa volta si ferma a Bari dimenticando mezza Puglia e tutto il Salento). Poi la mobilità dei bus rapidi (Brt) interna ai centri urbani: a Bari e a Taranto (risorse già programmati da precedenti fondi ministeriali). Poi le strade: per esempio la Andria-Corato e la Bari-Matera. Una particolare attenzione viene posta alla ricerca. Il Pnrr incentiva gli accordi tra atenei e tra questi e le imprese, in una logica di cooperazione. Con i 631 milioni per la sanità (soprattutto tecnologica e di territorio) saranno finanziate 120 Case comunità, 31 ospedali di comunità, 40 centrali operative territoriali. Colao ricorda che con gli investimenti nel digitale saranno cablate 620mila case pugliesi, 664 stabilimenti ospedalieri (edifici, non ospedali in senso tecnico), 673 scuole.

Il Piano, precisa Garofoli, “impone al paese, alla politica e alle amministrazioni, una logica di risultato: saremo monitorati a partire da dicembre, dovremo dimostrare che abbiamo realizzato 51 obiettivi”. Perché sia rispettata la road map, pero è necessario che i Comuni siano messi nelle condizioni di poterlo fare. “Uno dei temi che abbiamo posto – ha spiegato Decaro – e’ quello del personale: noi sindaci riceveremo circa 40 miliardi di euro, sono risorse che mai abbiamo visto nella storia repubblicana”.

Gli risponde Colao: “Ci sono progetti in corso e il ministro Brunetta sta lavorando per rendere disponibili le risorse per la formazione”.

Dal canto suo Garofoli: “La preoccupazione circa l’affanno della macchina burocratica dopo anni di blocco del turn over, la condivido. Il governo però teme un percorso di assunzioni superiore alle reali necessità”. Per ora resta che il promesso reclutamento dei 2.800 funzionari di supporto al Pnrr.

La parola passa agli interventi programmati dal pubblico.

Una studentessa del liceo classico Orazio Flacco di Bari chiede: “ma noi ragazzi che vogliamo proseguire gli studi nel campo umanistico, che possibilità avremo in questo Pnrr?”.

Le risponde Garofoli: “Non sono più necessarie competenze settoriali, ma multidisciplinarietà. Un decreto legge di qualche giorno fa ha già previsto che i corsi di studio universitari debbano essere ripensati nel senso della interdisciplinarietà. E’ quello che ci vuole in un mondo in trasformazione continua per effetto delle transizioni digitali che non finiranno nei prossimi mesi o anni. II Piano prevede 5 miliardi per la valorizzazione del patrimonio culturale e 600 dottorati in tal senso, quindi prosegua nei suoi studi umanistici”. II ministro Colao ha invece precisato che “le risorse saranno per innovazione digitale, quindi anche quelle per l’arte, la musica, a patto che incorporino competenze scientifiche e tecnologiche specifiche”.

Il presidente dell’Ance Bari-Bat, l’architetto Beppe Fragasso, evidenzia che le abitazioni costruite negli anni 60-80 sono energivore e spesso insicure e chiede:”una legge strutturale di rigenerazione urbana è all’ordine del giorno del governo?”. Interviene Decaro che prende la palla al balzo: “Chiederò al ministro Colao di finanziare la progettualità nei grandi comuni”.

Sempre dalla platea interviene un imprenditore del settore dell’ICT, Domenico Favuzzi che chiede espressamente come le imprese, in particolare piccole e medie, potranno partecipare ai bandi del PNRR. Il Ministro Colao è perentorio: “Qualificatevi sul Mepa (Mercato elettronico della pubblica amministrazione), questo nell’immediato, in modo che i Comuni possano utilizzare le vostre imprese. Investite in formazione. Nei prossimi bandi cercheremo di dare qualche punteggio in più a chi ha fatto già formazione. E poi pensate a forme di aggregazione”.

Il più duro è il presidente della locale Confindustria, l’imprenditore farmaceutico Sergio Fontana: “ancora non si parla per niente di alta velocità sulla dorsale adriatica”. Infatti la rete che da anni viene promessa come collegamento da Bologna Taranto non rientra nel pnrr.

“Quanti convegni abbiamo fatto sulle Zes (zone economiche speciali)? – prosegue Fontana- A oggi non sono state fatte né le direttive applicative né le nomine dei commissari. Eppure sono state istituite con un decreto legge del 2017, rinominato “Misure urgenti per il rilancio del Mezzogiorno”. E assurdo che non si sia fatto ancora nulla.

Sono stati annunciati i finanziamenti di opere come l’alta velocità Napoli-Bari. Ora sarebbe il caso di specificare che non si tratta di alta velocità, ma di alta capacità e che quell’opera è stata pensata nel 2004 e forse sarà completata nel 2026. Non è uno dei migliori esempi da citare”.

Il presidente di Confindustria Puglia conclude con un noto proverbio regionale : “la cera si consuma e la processione non cammina”.

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